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Stiga, vendite a 600 milioni e focus su elettrico e robot

Il Gruppo di Castelfranco di rasaerba e trattorini è in crescita. L’ad Robinson: «Più digitali»

Maria Chiara Pellizzari
Aggiornato alle 2 minuti di lettura

«La performance del Gruppo Stiga si riconferma anche nel 2022 con incrementi nei ricavi che rispecchiano lo stesso trend positivo e gli stessi ritmi ambiziosi dell’anno passato, superando quota 600 milioni di euro di fatturato».

Sean Robinson, dal 2019 ceo di Stiga, racconta le strategie per l’espansione che hanno già portato il Gruppo del gardening con quartier generale a Castelfranco Veneto a chiudere il 2021 con un fatturato record pari a 573 milioni di euro, in crescita del 28% in termini di ricavi e del 39% in termini di Ebitda.

«Stiamo guadagnando importanti quote nei nostri mercati chiave – afferma Robinson – Ciò ci porta a guardare ai prossimi quattro anni grande entusiasmo perché contiamo di portare al massimo sviluppo il nostro potenziale di crescita».

Il modello aziendale e gli investimenti nella sostenibilità agevolano il Gruppo anche nella gestione della crisi energetica. «È molto rilevante lo sviluppo e la crescente implementazione di prodotti a batteria, che aiutano la transizione dalla tecnologia a benzina e riducono in modo significativo l'impatto ambientale e il fabbisogno energetico», spiega Robinson.

«Le nostre batterie, infatti, sono alla base di un'ampia gamma di prodotti e sono intercambiabili tra loro». Inoltre, i sistemi sono stati progettati per essere “intelligenti”: «Gli strumenti regolano costantemente la loro potenza, così da fornire esattamente ciò che è necessario per il lavoro da svolgere, ottimizzando le prestazioni della batteria e, di conseguenza, l'impatto ambientale».

Gli investimenti nella sostenibilità continuano anche dal punto di vista della produzione: «I nostri impianti si stanno orientando verso l'elettricità rinnovabile, mentre abbiamo in programma di aumentare la percentuale di energia autoprodotta, che ci aiuterà anche a rispondere alle fluttuazioni del mercato».

Ambizioso il business plan strategico al 2026: «Nei prossimi quattro anni contiamo di portare al massimo sviluppo il nostro potenziale di crescita». I driver dello sviluppo? «Maggiore digitalizzazione dei nostri prodotti, investimenti rilevanti nell’innovazione del marketing così come lo sviluppo di nuovi canali distributivi, il tutto all’interno di una crescita della sostenibilità del nostro business».

Decisivi saranno gli investimenti in Ricerca & Sviluppo, in particolare «in nuove tecnologie e strumenti predittivi, in brevetti di proprietà oltre che in nuove figure professionali in grado di analizzare il dato, portando quindi ad una completa trasformazione della relazione con il cliente che è diventata più trasparente e immediata».

Tra le innovazioni, una nuova linea di soluzioni e tecnologie consumer-driven: «Gli ultimi anni hanno visto l’ambiente domestico diventare sempre più intelligente e popolarsi di nuove tecnologie che assistono l’utente nelle attività quotidiane.

Il “giardinaggio intelligente” firmato Stiga porta l’automazione anche nell’outdoor grazie alla robotica. Stiamo infatti sviluppando i prodotti del garden care del futuro: dispositivi connessi, progettati per lavorare senza compromessi, tutto a portata di click tramite l’App Stiga dedicata».

La svolta tecnologica del 2023 sarà infatti rappresentata da una nuova generazione di Robot tagliaerba intelligenti: «Presenteremo i primi dispositivi completamente autonomi che, grazie alle tecnologie predittive proprietarie di Stiga, si adattano alle esigenze dell’utente e del suo giardino, e non viceversa.

Gli unici robot interamente ideati, progettati, ingegnerizzati e prodotti in Italia, presso la sede del Gruppo a Castelfranco».

Forte di un’esperienza lunga 100 anni nel settore meccanico, ora Stiga - che ora è un Gruppo controllato dal management e da azionisti internazionali attraverso una società che ha sede legale in Lussemburgo – sta puntando sul business tecnologico.

«La nostra missione per il futuro – conclude Robinson – è operare una vera e propria trasformazione digitale investendo nell’ innovazione e per farlo siamo in constante ricerca di nuovi “ingegneri dal pollice verde”».

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