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Elettrodomestico in caduta, altra cassa integrazione negli stabilimenti Electrolux di Susegana, Porcia e Solaro

Firmato l’accordo a Susegana tra azienda e sindacati per 16 giorni di cig. A Porcia, oltre agli stop produttivi già pianificati, linee ferme anche il 3 e il 10 ottobre

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Accordo su 16 giorni di cassa integrazione, fino a fine anno, all’Electrolux di Susegana (produzione di frigoriferi), che è lo stabilimento del Gruppo che – fino ad ora – ha risentito meno della caduta della domanda di mercato, e che somma 22 giorni in totale di cassa da inizio anno.

Rivisto al ribasso il budget di produzione a Porcia (lavabiancheria) – che stima di chiudere al di sotto dei 740 mila pezzi – che ha imposto all’azienda di sommare altre due giornate di fermo produttivo che si aggiungono a quelle già pianificate, per lunedì 3 e lunedì 10 ottobre.

Altri accordi sono stati raggiunti per le fabbriche di Solaro (lavastoviglie) e Forlì (forni e piani cottura).

Per quel che riguarda Susegana, è stato definito anche il calendario di chiusure da ottobre a dicembre (ponte dell’1 novembre), 12 dicembre e chiusura collettiva per il periodo natalizio (12, 27, 28 29 e 30 dicembre). Il capitolo volumi registra una flessione del 10% circa rispetto al budget, circa 80 mila pezzi in meno rispetto agli 860 mila ipotizzati.

E il trend è tale da non consentire all’azienda di confermare i contratti a termine che andranno a scadenza (oltre 200 nei prossimi 5 mesi); e non sono rosee le prospettive per il 2023.

In questo contesto, non proprio rassicurante, occorre anche tenere conto delle decisioni che Electrolux assumerà rispetto agli investimenti previsti sugli stabilimenti italiani, e sulla ristrutturazione che pare profilarsi all’orizzonte sia in Europa che negli Usa, i cui dettagli dovrebbero venire illustrati alla fine del mese di ottobre in occasione della pubblicazione dei risultati della trimestrale.

e.delgiudice@gnn.it

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