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Automotive Lighting frena, esuberi alla Il.Mas

L’azienda di Sutrio, fornitore della società friulana del gruppo Marelli, avvia il confronto con i sindacati sulle possibili eccedenze di personale

Maura Delle Case
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La frenata della produzione in Automotive Lighting a Tolmezzo inizia ad abbattersi sull’indotto. A farne le spese è in particolare la Il.mas di Sutrio, azienda votata allo stampaggio e alla produzione di materiali plastici e leghe metalliche con 25 anni di storia alle spalle e 44 dipendenti libro paga. Terzista di Automotive, l’impresa sta attraversando un momento di difficoltà, che tradotto in numeri l’ha portata a stimare un esubero di personale di 15 unità, appena comunicato alle parti sociali.

Immediata la reazione del sindacato che ieri ha proclamato lo stato di agitazione e si è recato a Sutrio per incontrare il sindaco e i lavoratori. Meglio, le lavoratrici. «Questi esuberi riguardano infatti nella quasi totalità personale femminile - spiegano David Bassi (Fiom Cgil) e Liduino d’Orlando (Fim Cisl) -. Chiedevamo da tempo all’azienda un incontro sapendo della situazione di difficoltà e dopo svariate insistenze siamo riusciti lunedì ad avere un breve confronto in videoconferenza durante il quale ci sono stati comunicati 15 esuberi strutturali». Da parte sua il sindacato ha già iniziato a tessere la tela delle relazioni utili a mettere in sicurezza l’occupazione. Ieri come detto Bassi e D’Orlando hanno incontrato il sindaco, in parallelo hanno inviato una richiesta d’incontro alla Regione, mentre per domani alle 14 è già stato calendarizzato un incontro al fine di discutere la situazione di Il.mas che a metà dicembre vedrà scadere il secondo anno di contratto di solidarietà.

Ed è proprio alla possibilità di estendere l’ammortizzatore sociale che guarda l’amministratore delegato dell’azienda carnica Matteo Biasizzo che anzitutto chiarisce: «Sono stati i sindacalisti, dopo che abbiamo detto loro di essere in difficoltà, a chiederci di quantificare gli esuberi. Abbiamo risposto tra i 12 e i 15 e ci siamo sentiti ribattere che secondo loro sono anche di più, non si capisce in base a quali valutazioni». Continua l’Ad: «Non abbiamo mai detto di voler mandare a casa queste persone, alcune abbiamo cercato di riposizionarle all’interno, ma non si può fare per tutte, dipende dalle competenze». La crisi, iniziata qualche tempo fa, è stata aggravata dalla congiuntura.

«Dagli aumenti dell’elettricità e delle materie prime in particolare - precisa Biasizzo -. Non tutti i clienti hanno accolto gli aumenti, noi per altro siamo legati alla Marelli di Tolmezzo. Se va male Automotive andiamo male anche noi». E per la grande azienda di fanaleria del gruppo Marelli questo non è proprio un momento positivo. Appena poche settimane fa l’impresa ha infatti chiesto un nuovo periodo di cassa integrazione, in scadenza il prossimo 28 ottobre, per attutire il colpo derivato dal taglio degli ordinativi deciso da Jaguar-Land Rover, Stellantis e Mercedes.

mauradellecase@gmail.com

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