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Irinox diventa società benefit. Da Ros: «Evoluzione naturale»

Il gruppo trevigiano degli abbattitori di temperatura completa il percorso di “business sostenibile”

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Irinox diventa società benefit e sancisce a livello legale il proprio impegno nel perseguire un modello di business sostenibile e in grado di generare un impatto positivo sulla società e sull’ambiente.

Con l'adozione dello status di società benefit, Irinox formalizza l’unione degli obiettivi propri dell’attività imprenditoriale con la creazione del beneficio comune: una finalità che l’azienda persegue operando in modo responsabile, sostenibile e trasparente nei confronti di tutti gli stakeholders.

“Per Irinox- dichiara la vice presidente Katia Da Ros- diventare società benefit è stata un’evoluzione naturale, un modo per affermare gli obiettivi ambiziosi che ci siamo posti negli ultimi anni per la riduzione dell’impatto dei processi produttivi sull’ambiente e una maggiore attenzione al benessere delle persone e della comunità. Siamo convinti che un'impresa debba essere una forza positiva e generare con consapevolezza un impatto positivo su tutto ciò che la circonda. Da questa convinzione sono nati il codice etico, il bilancio di sostenibilità, l’adesione al Compact Global delle Nazioni Unite e la stessa decisione di diventare società benefit”.

Irinox vende le sue «macchine del tempo per il cibo» in 85 paesi, ma non un solo pezzo di acciaio è saldato fuori dall’Italia. Negli anni gli abbattitori Irinox hanno conquistato i grandi chef italiani, Alajmo e Bottura, i ristorati stellati, da Cipriani a Fat Duck a Londra, da Beluga a Zafferano. E i pasticcieri: tra gli utilizzatori Irinox anche Pierre Hermè, il papà dei variopinti macarons. E poi ci sono multinazionali della Silicon Valley. Qualche anno fa Irinox ha fornito la cucina centrale di Google e la sua caffetteria. Le cucine di Amazon Fresh, a San Francisco, e ancora le sedi di Uber e LinkedIn.

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