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Lavoro e conciliazione: alla Realcable di Pordenone debutta il venerdì libero

La soluzione, quindi, è diventata quella che da noi per molti non è ancora diffusa, ma che in altre realtà, prende il nome di short friday, cioè venerdì corto. «In realtà – spiega ancora Sgambaro – ci sono molti Paesi nei quali soluzioni del genere sono del tutto normali. Ad esempio, in Germania, dove molti adottano il modello al quale ci siamo ispirati»

Paola Dalle Molle
Aggiornato alle 1 minuto di lettura

Il venerdì è libero in azienda. Ad adottare il provvedimento è Realecable, azienda pordenonese che si occupa di cablaggi e quadri elettrici che ha deciso di ridurre l’orario di lavoro a partire dalle ore 11 del venerdì perchè i dipendenti possano godere per più tempo degli affetti, tra gli amici e la famiglia.

Realcable dal 1991 si distingue come azienda leader a livello nazionale ed internazionale i cui prodotti sono impiegati in diversi settori strategici (ferroviario, aereospaziale, telecomunicazioni, navale, industriale) e con sede a Vallenoncello (Pordenone), in un’area produttiva di oltre 6.000 mq coperti. L’organizzazione industriale e commerciale è in grado di offrire un’ampia gamma di prodotti idonei a qualsiasi esigenza industriale. Forti sono gli investimenti in ricerca e innovazione, finalizzati a migliorare la qualità dei prodotti, la velocità di risposta alle richieste di mercato, la competitività e i servizi.

«Il primo passo – spiega Barbara Sgambaro, amministratrice unica dell’azienda – è stato quello di indire un referendum tra i dipendenti per capire le loro preferenze». La scelta è stata quasi unanime. Gli operai hanno preferito una riduzione dell’orario di lavoro, in modo da avere un fine settimana più lungo da dedicare alla famiglia.

La soluzione, quindi, è diventata quella che da noi per molti non è ancora diffusa, ma che in altre realtà, prende il nome di short friday, cioè venerdì corto. «In realtà – spiega ancora Sgambaro – ci sono molti Paesi nei quali soluzioni del genere sono del tutto normali. Ad esempio, in Germania, dove molti adottano il modello al quale ci siamo ispirati».

Per recuperare le ore di lavoro, i turni dal lunedì al giovedì sono stati estesi su nove ore. Gli operai, un’ottantina in tutto, hanno dato il loro assenso, anche a iniziare in anticipo il turno di lavoro, che finisce alle 16,30 (pausa pranzo compresa).

Una struttura oraria articolata diversamente e che permette di introdurre senza conseguenze significative, il venerdì libero. Un provvedimento che si conferma importante anche sul fronte del caro bollette: «Infatti, avere più di un giorno, tra venerdì e sabato, con la fabbrica chiusa, consentirà un notevole risparmio energetico». Il cambio di orario al momento riguarda solo gli operai dei reparti dedicati alla produzione.

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