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Electrolux Professional, balzo dei ricavi del 43,8 per cento nel terzo trimestre

L’azienda leader nelle apparecchiature professionali registra il sesto trimestre consecutivo di crescita. Il ceo Zanata: «Ora segnali di rallentamento»

Elena Del Giudice
2 minuti di lettura

La sede di Electrolux Professional a Pordenone

 

Balzo del +43,8% dei ricavi nel terzo trimestre dell’anno per Electrolux Professional, la multinazionale svedese leader nella progettazione e produzione di apparecchiature per collettività, oltre 3 mila addetti nel mondo di cui circa 1300 in Italia, con headquarter a Vallenoncello (Pordenone). Diversamente dai “cugini” dell’elettrodomestico, da cui il Professional si è separato due anni fa costituendo una società autonoma, anch’essa quotata a Stoccolma, l’azienda ha visto consolidarsi la crescita dopo il tonfo provocato dal Covid, che ancora persiste, tanto che questo è il sesto trimestre consecutivo di performance positiva. Nel periodo luglio settembre il fatturato ha raggiunto i 2,7 miliardi di corone svedesi, circa 254 milioni di euro, con una variazione del +43,8%. Di questa crescita, una parte è organica e quella restante va attribuita all’acquisizione di Unified Brands.

L’Ebitda è stato pari a 317 milioni di corone (29 milioni di euro) mentre l’utile di periodo è di 195 milioni di corone, 17,9 milioni di euro. «La ripresa del settore dell’ospitalità è proseguita durante il terzo trimestre, determinando per noi il sesto trimestre consecutivo di crescita delle vendite - è il commento di Alberto Zanata, ceo di Electrolux Professional - che sono aumentate organicamente del 15,8% rispetto allo scorso anno e sono cresciute del 43,8% in totale, includendo il business Unified Brands recentemente acquisito e l’impatto positivo della valuta». La crescita è stata registrata in tutti i mercati, ma con maggiore vigore negli Usa, +32%, mentre ha segnato +15% l’area Asia-Pacifico più Africa e Medio Oriente, è l’Europa ha fatto segnare un più modesto+10%.

Alberto Zanata

 

Electrolux Professional è riuscita a compensare i maggiori costi delle materie prime intervenendo sui prezzi dei prodotti, adeguando quindi i listini. L’azienda non prevede ulteriori ritocchi nell’ultima parte dell’anno, ma non esclude interventi futuri a fronte di una pressione sui costi che non pare affievolirsi. Per quel che riguarda le due macro-tipologie di prodotto, ovvero quelli destinati al Food & Beverage e lavanderie, il primo ha registrato una crescita organica del +8,7%; il lavaggio segna invece +28,1% trainato sia dalla domanda che dallo slittamento in avanti delle vendite del secondo trimestre nel terzo. Qui a impattare è stata la carenza di componenti registrata tra marzo e giugno, che si è successivamente risolta e non dovrebbe verificarsi nei prossimi mesi.

«Durante il trimestre l’acquisizione di ordini è stata sui livelli pre-pandemia - spiega ancora il ceo Zanata -, ma iniziamo a vedere un indebolimento della domanda nel settore Food & Beverage in Europa. Le scorte di ordini sono ancora superiori rispetto allo scorso anno, in particolare per il lavaggio e in Nord America, elementi che sostengono la nostra fiducia nel breve termine. Tuttavia - conclude Zanata -, l’incertezza economica generale e la fiducia negativa dei consumatori invitano a prestare attenzione. Ci stiamo quindi preparando a diversi scenari».

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