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Zanutta corre il fatturato: 250 milioni nel 2022 grazie al boom della casa

Nel 2022 la crescita sarà del 35 per cento grazie a M&A e all’incremento dell’edilizia in epoca Covid e al Pnrr

Maura Delle Case
2 minuti di lettura

L’edilizia continua a giovarsi del vento in poppa che, innescato dalla pandemia, ha dato il via a un’importante stagione di investimenti. Un’accelerazione che è valsa una crescita esponenziale del fatturato per Zanutta, azienda di primo piano nella vendita di prodotti e materiali per l’arredo-casa, l'edilizia e la termoidraulica che festeggia i suoi 70 anni tagliando il traguardo dei 250 milioni di fatturato. «Dopo anni di stagnazione - dichiara l’Ad Vincenzo Zanutta - dalla fine del 2020 il mondo dell’edilizia ha registrato un segno più importante. Nel nostro caso abbiamo archiviato l’anno del Covid con un aumento dei ricavi pari all’11%, nonostante la chiusura di due mesi, il 2021 abbiamo fatto ancora meglio, arrivando a 187 milioni di euro di fatturato, in crescita del 50% sull’anno precedente, e con 20 milioni di Ebitda, e quest’anno ci avviamo a toccare i 250 milioni di euro di ricavi (+35%) e 30 milioni di Ebitda».

Una corsa spinta dal rimbalzo vissuto dall’edilizia, ma anche dalle diverse operazioni m&a messe a segno dall’azienda, che quest’anno ne ha realizzate due, comprando la Amoruso srl di San Maurizio Canavese (To) e la Punto edile di Rozzano (Mi), e che altrettante ne manderà a dama entro dicembre. «Si tratta - annuncia Zanutta - della Fratelli Velo di Vicenza, azienda che genera 18 milioni di ricavi e occupa 20 dipendenti, con cui abbiamo già firmato il contratto d’acquisto e ora dobbiamo procedere alla fusione, e della Rebaudengo a Torino, 3 milioni di fatturato e 10 dipendenti, con cui abbiamo fatto il preliminare». Da cronoprogramma, sulle sedi di entrambe le imprese dal primo gennaio dell’anno prossimo campeggerà l’insegna Zanutta che a quel punto potrà contare su 36 filiali, oggi sono 34 (la sede legale è a Muzzana del Turgnano), dal Fvg al Piemonte, per 650 dipendenti totali che con le due new entry sfioreranno le 700 unità.

«Siamo molto concentrati su Milano e Torino, dove vorremmo diventare più capillari e poter contare su una logistica importante come in Fvg e Veneto dove pure abbiamo progetti di rilievo, in particolare a Verona».

Tornando alla crescita per linee interne, Zanutta si è giovata dell’effetto Covid, che ha portato a una generale riscoperta della casa e alla propensione degli italiani ad investire sulla propria abitazione, ma non solo di quella. «Si è aggiunto un importante effetto dei bonus - racconta ancora l’amministratore delegato -: dal 110%, che ha funzionato anche se poteva essere strutturato e pensato meglio, vedasi ai danni che ha causato a certe imprese, non in grado di smaltire i crediti accumulati, alle detrazioni al 50 e 65%». Adesso è il momento del Pnrr. «Qualcosa inizia a muoversi - continua l’imprenditore -, anche se per ora si vede poco, scontiamo la difficoltà degli enti locali ad avviare i cantieri».

L’ennesimo booster viene infine dalla corsa al risparmio energetico ingenerata dalla fiammata dei costi di gas ed elettricità che per l’azienda friulana si è tradotta in richieste di materiali per cappotti, ma anche per impianti a pompa di calore da sostituire alle vecchie caldaie a gas e ancora in impianti fotovoltaici, domotica, laterizi di ultima generazione. Prodotti e materiali che da gennaio a luglio 2021 sono stati introvabili, anche a causa di un eccesso della domanda, e che hanno costretto Zanutta ai salti mortali, «a cercare altri fornitori, anche all’estero. Oggi però - continua l’Ad - siamo tornati alla normalità».

Un quotidiano che nel caso dell’azienda friulana, nata a Carlino nel 1952, nel pieno della ricostruzione post bellica, parla di una costante e crescente specializzazione: «Da venditori di materiali edili oggi siamo venditori di servizi per tutto ciò che attiene alla casa. Andiamo dalla vendita di tutto il materiale pesante alle finiture, passando per porte e serramenti, per mondo dell’idraulica, della termoidraulica idraulica e infine - conclude Zanutta - dei nuovi materiali, sempre più performanti, come le malte nanotecnologiche».

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