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Energia elettrica a impatto zero: l’impianto per Enel di Geomok-Emrgy

Dalla partnership tra l’azienda friulana e la società Usa una nuova tecnologia che sfrutta i piccoli canali d’acqua

Lucia Aviani
2 minuti di lettura

Una cordata friulano-statunitense vara una turbina ad impatto ambientale prossimo allo zero, segnando una rivoluzione nel campo delle fonti energetiche rinnovabili.

Artefici del progetto, al debutto in Europa (entro un paio di mesi) con l’installazione, a Sondrio, di un impianto pilota a servizio di Enel, sono la società imprenditoriale Geomok, del geologo udinese Andrea Mocchiutti – che si occupa di attività di servizio per la geologia, l’ingegneria e l’ambiente –, e l’azienda Emrgy, di Atlanta. Obiettivo della loro ormai consolidata collaborazione, «unire le forze – spiega Mocchiutti – per capire come si possa valorizzare le potenzialità energetiche dell’acqua senza danneggiare l’ambiente».

E la soluzione è appunto arrivata: la nuova tecnologia si differenzia dalla convenzionale energia idroelettrica «perché – chiarisce il geologo – le tre turbine idrocinetiche ideate e progettate negli Stati Uniti e in arrivo, per la prima volta, suo suolo europeo sfruttano la velocità e l’energia cinetica dell’acqua che scorre nei canali artificiali: non c’è più bisogno, quindi, di dislivello e salto idraulico».

«L’impianto a Sondrio – prosegue Mocchiutti – verrà appunto fornito all’Enel e si avvarrà dell’energia residua di uno scarico di un impianto idroelettrico. Di qui il vantaggio principale della nuova tipologia di turbine: la possibilità cioè di installarle utilizzando la risorsa di reti idriche già esistenti, senza così impattare su corsi d’acqua naturali e incontaminati. Il risultato si può considerare green a tutti gli effetti: si produce energia rinnovabile, poi immessa nella rete nazionale o utilizzata per l’autoconsumo da attività agricole, imprese e comunità, senza danneggiare i fragili ecosistemi fluviali. Essere energicamente indipendenti e ridurre il proprio impatto ambientale è insomma possibile». Requisito fondamentale per l’attivazione di impianti del genere è pertanto la presenza di canali artificiali che abbiano sufficiente velocità dell’acqua. «E non servono – ancora Mocchiutti – grandi dimensioni: 50 cm di profondità sono sufficienti. Dal punto di vista dell’installazione, inoltre, non è necessario realizzare opere strutturali importanti. Tutti e tre i nuovi modelli di turbine arrivano già pre-assemblati e in mezza giornata di lavoro possono essere messi in opera».

Da sottolineare, infine, che essendo composta da pale verticali libere la turbina non costituisce un ostacolo alla circolazione della fauna ittica, che può passarci attraverso senza difficoltà.

Dall’Italia, dunque, parte la sfida alla massima ottimizzazione delle energie rinnovabili, che promette di allargarsi presto a tutta Europa, considerata l’attenzione che si sta sviluppando verso l’innovativa soluzione firmata Goemok–Emrgy anche per effetto del frangente attuale, in cui l’Europa sta pagando il conto della dipendenza da fonti non rinnovabili e dell’importazione di energia dall’estero. «Il conflitto in Ucraina – rimarca il geologo – ha dimostrato la fragilità dei sistema di approvvigionamento di gas e petrolio e ha manifestato l’urgenza di imboccare una strada alternativa». Il progetto – che in definitiva riprende i vantaggi della tradizionale energia idroelettrica, risolvendone però le criticità – sarà presentato ufficialmente nel corso di un evento in programma per il 26 gennaio, dalle 17.30, nella sala convegni dell’Hotel Astoria Italia di Udine, dal geologo Andrea Mocchiutti e dall’ingegnere Camille Cruz in arrivo da Atlanta.

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