In evidenza
Sezioni
Quotidiani GNN

Dalla centrale nucleare in Gran Bretagna alle piattaforme off-shore negli Usa, Refrion incamera ordini

La società friulana (ora parte del Gruppo Lu-Ve) chiude il ‘22 con ricavi in crescita e inaugura il ‘23 con un portafoglio ordini da record. Daniele Stolfo: «Un’azienda deve essere curiosa, coltivare l’ottimismo e la proattività. Deve essere orientata al cambiamento e coraggiosa»

Elena Del Giudice
2 minuti di lettura

Le apparecchiature di Refrion davanti al Cineca

 

Tecnologia made in Fvg nella centrale nucleare di Hinkley Point, nel Somerset in Gran Bretagna, come nelle piattaforme off-shore usate per la manutenzione di parchi eolici al largo del Maine e della Virginia negli Stati Uniti. Protagonista la Refrion di Talmassons, dallo scorso anno parte del gruppo Lu-Ve, uno dei leader di mercato in Europa nel settore degli apparecchi ventilati (Dry Cooler, condensatori e scambiatori di calore). Le ragioni del successo nella filosofia del fondatore, Daniele Stolfo, secondo il quale «un’azienda deve essere curiosa, coltivare l’ottimismo e la proattività. Deve essere orientata al cambiamento e coraggiosa, perché chi non concepisce una radicale alternativa al modo in cui si fanno le cose, difficilmente potrà sopravvivere a lungo».

Le apparecchiature di Refrion per il Tecnopolo di Bologna

 

Una storia di successo, quella di Refrion, iniziata nel 2002 e che esattamente un anno fa ha scelto di entrare in Lu-Ve, il più importante gruppo nel campo degli scambiatori di calore, che ha chiuso il 2022 con un fatturato prodotti a 605 milioni (+25,2% rispetto al 31 dicembre 2021), e un portafoglio ordini di 188,8 milioni, +4,8% rispetto all’anno precedente. «Risultati di grandissima soddisfazione in un momento di complicata congiuntura socio-economica», rimarca Stolfo.

Il supercomputer Leonardo

 

E Refrion? Quali sono i più importanti progetti a cui state lavorando? «Innanzitutto continua la collaborazione con il Tecnopolo di Bologna per il supercomputer Leonardo, dove abbiamo installato i nostri Dry Cooler adiabatici e per la riuscita ottimale della quale è stata fondamentale la nostra camera climatica - la più grande e potente d’Europa -, creata appositamente per testare i Dry Cooler - racconta Stolfo -. Abbiamo infatti condotto il test con personale di Cineca e con il progettista. E per fare chiarezza rispetto ad alcune notizie uscite recentemente, il Tecnopolo di Bologna, altresì chiamata la Data Valley Emilia-Romagna è sede del Centro Meteo Europeo (ECMWF) dove un nostro competitor ha fornito 4 drycooler adiabatici da 1758Kw/cadauno collegati a Chiller Mitsubishi a cavallo tra il 2019 e 2020 che raffreddano un motore di calcolo o super processore, ma non al supercomputer Leonardo, 4° computer al mondo per potenza e velocità di calcolo. Sempre nel Tecnopolo troviamo il Cineca con, appunto, il supercomputer Leonardo e l’Infn a cui Refrion ha fornito a dicembre 2021, installati nel corso del 2022, 12 drycooler adiabatici. Inoltre - prosegue Stolfo - abbiamo in portafoglio altri progetti prestigiosi: una multinazionale francese attiva nel settore nucleare ci ha commissionato la revisione del progetto per la fornitura dei raffreddatori che saranno consegnati nel 2024. Tale fornitura, relativa a 132 raffreddatori speciali, è relativa alla costruzione della centrale nucleare di Hinkley Point. Attraverso una importante società danese, forniremo 15 raffreddatori per un valore di quasi 1,8 milioni di euro che saranno installati su piattaforme off-shore usate per la manutenzione di parchi eolici che in questo caso sono destinate al largo del Maine e della Virginia negli Stati Uniti».

Il cantiere per l'ampliamento dello stabilimento di Talmassons

 

Intanto a Talmassons «continua la costruzione dell’ampliamento dello stabilimento - ancora Stolfo - che porterà a 19.000 metri quadrati la superficie coperta totale. Questo in virtù dell’accordo con i soci fondatori di Refrion siglato in occasione dell’ingresso nel Gruppo Lu-Ve che prevede un piano industriale di espansione e di incremento delle attuali unità produttive presenti in regione con conseguenti positive ricadute sociali ed economiche sul territorio».

e.delgiudice@gnn.it

I commenti dei lettori