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Melegatti, 600 mila croissant al giorno e punta a ricavi 2024 per oltre 40 milioni

Tre obiettivi per il futuro: sbarcare con i croissant anche sul mercato Usa, crescere sul mercato nazionale e puntare sempre più su sostenibilità. L’ad Spezzapria: «Cerchiamo personale»

Edoardo Bus
Aggiornato 2 minuti di lettura

Melegatti punta forte sui croissant e sta per partire la terza linea di produzione, che consentirà all’azienda dolciaria veronese di sfornare 600mila croissant al giorno e di aspirare ad un fatturato annuo di questo prodotto di ben 15 milioni di euro. Sarebbe un successo notevole per Melegatti, dal momento che eliminerebbe il tema della stagionalità dei suoi prodotti (pandori, panettoni, colombe), visto che il croissant si consuma durante tutto l’anno, e permetterebbe una crescita del fatturato aziendale del 50%, avendo chiuso il 2022 con ricavi totali per circa 30 milioni.

L’azienda è comunque rilanciata. Tre obiettivi per il futuro: sbarcare con i croissant anche sul mercato USA, crescere sul mercato nazionale recuperando ulteriori quote di mercato e puntare sempre più su sostenibilità e attenzione al sociale. Dopo oltre quattro anni di cure della famiglia Spezzapria, dinastia vicentina attiva in diversi settori – dai film plastici ai formaggi – riuniti sotto la holding “FinSpe”, si è messa alle spalle i fallimenti della precedente gestione. Con una crescita lenta ma costante Melegatti è ritornata protagonista tra gli scaffali della grande distribuzione. Dopo l’acquisizione, avvenuta nel novembre 2018 al prezzo di 13 milioni, Melegatti ha prodotto ricavi in costante crescita: 13 milioni nel 2019, 17 nel 2020, 26 nel 2021, e 30 nell’anno appena concluso.

«Ora si tratta di fare un passo ulteriore» spiega Giacomo Spezzapria, giovane amministratore delegato dell’azienda «e puntare al terzo posto nazionale nel mercato dei croissant, che da solo vale circa 220 milioni. Inoltre, dobbiamo ottenere già quest’anno un piccolo ma significativo utile e centrare gli obiettivi di piano industriale, non ancora raggiunti a causa della pandemia prima e di guerra e inflazione poi».

Infatti, proprio a causa della situazione del mercato, un mercato ricco come quello delle ricorrenze natalizie ha scontato un volume di acquisti minore su pandori e panettoni, facendo segnare un meno 15% sull’anno precedente. Quindi si punta molto sui croissant, in uno stabilimento dedicato, in Viale del Lavoro a San Martino Buonalbergo, dove si lavora forte per Melegatti, ma anche per un altro importante produttore nazionale. Nello stabilimento lavorano 57 dipendenti neoassunti e altri 15 ne arriveranno con il terzo turno produttivo.

«Anche se facciamo fatica a trovarli» chiosa Spezzapria «quindi scrivete pure che stiamo cercando personale». Lo stabilimento è bello, nuovo (finito nel 2017), pulito e fortemente automatizzato, grazie a nuovi investimenti per quasi 4 milioni. Qui si lavora da mesi e da qualche giorno anche nell’altro stabilimento di Melegatti, per produrre le colombe in vista della Pasqua. In questo mercato da 50 milioni di euro Melegatti vale il 5% di quota di mercato e vanta le migliori materie prime, dal burro bretone ai canditi della Puglia. «Abbiamo riconquistato sia il cliente finale che gli intermediari, gli uomini della grande distribuzione» racconta Giacomo Spezzapria, «il primo anno ho fatto 80mila chilometri in auto per andare a trovare tutti e spiegare loro il nostro piano. I nostri croissant si possono trovare, adesso, in tutte le regioni».

Melegatti ha sei linee produttive e venti prodotti in gamma, tutti a base di lievito madre e ottime materie prime, dal panettone al caffè Borbone alla torta “Nocciolone”, dal classico cornetto all’albicocca a quello nero a base di cacao, senza ovviamente dimenticare il pandoro, che qui è nato, nel lontano 1894.

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