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Modiano nel salotto dei marchi storici. Piano da 4,5 milioni di euro

La fabbrica triestina ha investito in nuovi impianti di produzione 4.0. Fra i primi iscritti della nuova associazione: Stefano Crechici vicepresidente

Piercarlo Fiumanò
2 minuti di lettura

Modiano, storica fabbrica triestina di carte da gioco fondata nel 1868 da Saul David Modiano, figura da tempo nel registro marchi storici anche con le antiche carte da gioco Armanino. Da pochi giorni il presidente dell'azienda, Stefano Crechici, è entrato come vicepresidente nel consiglio della ne-costituita Associazione Marchi Storici d'Italia nominato dalla prima assemblea che si è svolta giorni fa.

Questo salotto storico del Made in Italy, nato da poco tempo, sta acquistando molta visibilità: «Finalmente anche l'Italia ha compreso la necessità di valorizzare le Imprese storiche che sono l'asse portante del Made in Italy», sottolinea Crechici. Un paesaggio industriale di marchi che è un pezzo di storia del Paese. Oltre a Modiano fra i soci soci fondatori dell'associazione ci sono nomi come Antinori, Benetton, Conserve Italia, Ekaf, Gabetti, Inghirami, Lucano 1894, Terme di Saturnia.

Ma è solo l'inizio. I marchi storici di interesse nazionale iscritti al registro speciale del Ministero delle Imprese e del Made in Italy sono circa 500, ma in Italia sono decine di migliaia le imprese che hanno almeno 50 anni di costituzione.Modiano è famosa per avere illustrato i manifesti delle grandi società di navigazione come il Lloyd Austriaco nonché simbolo della cartellonistica italiana con grandi nomi come Marcello Dudovich.

L'azienda triestina, fabbrica di talenti e custode di antichi codici artigianali, che Crechici ha acquisito e rilanciato nel 1987, ha un indirizzo produttivo che spazia dalle carte da gioco alla cartotecnica per l'industria fino agli astucci pieghevoli. Oggi resta una realtà affermata del settore e negli ultimi due anni si è affermata come simbolo di resilienza superando molto bene la crisi della pandemia, mentre i Casinò chiudevano, grazie al boom dei giochi in famiglia durante i lockdown con le sue carte da poker, burraco, ramino, briscola, vendute soprattutto attraverso i canali online e Amazon con il 55% della produzione destinato all'estero, compresi i preziosi e artistici tarocchi molto richiesti negli Usa e soprattutto i classici giochi da tavolo Monopoli e Trivial Pursuit.

L'azienda -come spiega Crechici- ha approfittato degli ultimi due anni per portare a termine un piano di investimenti da 4,5 milioni, all'insegna dell'industria 4.0, con l'acquisto di una nuova moderna macchina di stampa che si affianca ai macchinari offset tradizionali. Novità che valorizza la caratteristica principale della produzione di Modiano che è sinonimo di arte e prodotti di qualità. Un rinnovamento tecnologico, necessario per migliorare l'efficienza produttiva, che ha portato anche all'assunzione di 14 nuovi addetti all'insegna di un ricambio che vuole portare in azienda più giovani.

Modiano è rimasta a conduzione familiare e vanta una robustezza patrimoniale: «Dopo il fatturato record del 2021 pari 11,5 milioni e un utile di 2 milioni; anche lo scorso anno abbiamo retto bene con i ricavi stabili a 10 milioni. Finiti gli investimenti ora vogliamo fare girare le macchine. Siamo un'azienda sana e in equilibrio finanziario con un Ebidta intorno al 12%», sottolinea Crechici. Il rischio aumento dei prezzi delle materie prime è stato contenuto con una attenta politica di riduzione dei costi. La dipendenza della Modiano dalle forniture delle cartiere, che sono molto energivore, ha reso l'azienda triestina sensibile all'aumento dei costi dell'energia e per questa ragione Crechici ritiene che anche alla Modiano «saranno inevitabili aumenti dei prezzi».

Grazie all'accordo con una azienda tedesca del settore, la fabbrica di Trieste è diventata di recente un marchio simbolo anche nel mondo dei puzzle: «Un nostro cliente in Germania ha subito il fascino dei nostri vecchi manifesti e ha lanciato un sito on demand (modiano.puzzle.it). Non produciamo i puzzle ma forniamo i disegni».L'azienda, con una produzione di 12-15 milioni di pezzi l'anno, esporta in un centinaio di Paesi nel mondo, dall'Europa alla Cina all'Asia, dall'Europa a Stati Uniti. Nuovi mercati? «In India, dove ci appoggiamo a un distributore locale, ci sono grandi possibilità di espansione»

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