Tutor, respinta la richiesta di fallimento di Atlantia presentata da Patanè

il Tribunale ha stabilito che “la ricorrente deve essere condannata anche al risarcimento del danno da lite temeraria”, oltre alle spese legali, per un importo complessivo di 36.000 euro

ROMA.  Il Tribunale di Roma, Sezione Fallimentare, ha respinto in toto il ricorso presentato lo scorso luglio dalla società Alessandro Patanè SRL volto a ottenere la dichiarazione di fallimento di Atlantia Spa. Nella sua richiesta l’imprenditore laziale - noto per aver avviato diversi contenziosi nei confronti di Autostrade per l’Italia relativi alla proprietà intellettuale del sistema di sicurezza Tutor - sosteneva che Atlantia fosse obbligata a pagare un importo di circa 480 milioni di euro per l’utilizzo del Tutor da parte di ASPI.

Il Giudice ha stabilito la totale infondatezza del ricorso, evidenziando l’assenza di ogni debito da parte di Atlantia, e il fatto che nessun giudizio o sentenza hanno definito la sussistenza dei rapporti commerciali per i quali ASPI, se mai, dovrebbe liquidare tale importo a Patanè.

Nella sentenza, firmata dalla Presidente della Sezione Fallimentare Angela Coluccio, si evidenzia che l’azione intrapresa da Patanè è stata “avanzata piuttosto imprudentemente” e che il ricorso presentato “ha ripercorso fatti del tutto ultronei rispetto al giudizio sulla insolvenza di Atlantia”.

Per questo motivo, il Tribunale ha stabilito che “la ricorrente deve essere condannata anche al risarcimento del danno da lite temeraria”, oltre alle spese legali, per un importo complessivo di 36.000 euro.