Il miracolo “Lenac”, cantiere che lavora nonostante la crisi 

Il cantiere Lenac

Per la realtà fiumana controllata dall’italiana Palumbo è stata determinante la commessa vinta con la Sesta flotta Usa. Quasi 6 milioni di utile netto nei primi nove mesi del 2020

FIUME Finora è stato solo sfiorato dalla recessione dovuta alla pandemia di coronavirus, risultando tra le poche realtà industriali nel Quarnero a poter vantare risultati positivi. È il cantiere di riparazioni navali Viktor Lenac di San Martino di Liburnia (Martinšćica, Fiume), che ha registrato nei primi nove mesi di quest’anno l’utile netto di 43 milioni di kune, sui 5 milioni e 693 mila euro, cifra di tutto rispetto nel mondo economico fiumano, abituato a ben altri dati in questi tempi.

Nonostante il buon andamento, la crisi è però sempre dietro l’angolo e se ne è avuta la prova nel mese di agosto quando diversi contratti in procinto di venire firmati erano stati cancellati o rinviati a tempi migliori. Fino al termine dell’anno, le commesse dello stabilimento hanno un valore di 4 milioni e mezzo di euro, denaro che i vertici del Lenac (450 dipendenti) ritengono non sufficiente a coprire i costi che il cantiere deve sostenere per una normale attività.

Da qui è giunta la decisione della direzione di accantonare gli utili dell’anno passato e del 2020 per poter difendersi dalla penuria di commesse, prevista per lo scorcio finale dell’anno e il primo trimestre del 2021. Dall’inizio dell’anno alla fine di settembre, è stato comunicato, le maestranze del Lenac (cantiere in mano al gruppo italiano Palumbo) hanno compiuto lavori di revisione e refitting su 53 navi, di cui 16 nel trimestre luglio–settembre.

La buona notizia, in questi tempi difficili, riguarda la collaborazione pluriennale con la VI Flotta Usa di stanza nel Mediterraneo, cooperazione che andrà avanti. ll Lenac si è aggiudicato la commessa per i lavori di revisione e manutenzione del catamarano in alluminio Usns Yuma. L’unità arriverà a San Martino agli inizi di dicembre, con gli interventi che dovrebbero concludersi entro la fine di gennaio del 2021.

Per quanto riguarda gli investimenti, ha spiegato il membro della direzione del Lenac, Sandra Uzelac, si sostituirà il bacino di carenaggio numero 11 (lungo 260 metri), con uno di uguali caratteristiche ma di maggiore portata. Verrà inoltre acquistata, per circa 800 mila euro, una gru a torre. —

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