Tunnel del Brennero, un contenzioso legale dietro allo stop del cantiere da 1 miliardo

La società BBT e la Arge H51 dichiarano battaglia dopo la risoluzione del contratto per la costruzione del mega lotto da un miliardo. Ma questo rischia di portare ritardi di quasi cinque anni sulla costruzione dell’opera

BOLZANO. Semaforo rosso al Tunnel del Brennero. Non tira una buona aria sul versante austriaco del cantiere dopo la decisione della BBT, società che gestisce la costruzione dell’opera, di risolvere il contratto d’appalto con il consorzio edile Arge H51. Quest’ultimo era incaricato di realizzare il mega lotto Pfons-Brennero da quasi un miliardo di euro.

Diverse, come spiegato la BBT in una nota, le controversie riguardanti la costruzione del lotto: “Il rifiuto di eseguire diverse prestazioni pattuite contrattualmente e la conseguente compromissione del rapporto di fiducia ci ha costretti a procedere alla risoluzione del rapporto contrattuale.

Per garantire che i lavori per la Galleria di Base del Brennero possano proseguire nel più breve tempo possibile, è stata già avviata una analisi di approfondimento sull'intero progetto al fine di addivenire il prima possibile alla nuova gara di appalto”, avevano dichiarato gli amministratori Gilberto Cardole e Martin Gradnitzer.

Una batosta inaspettata che rischia di avere pesanti ripercussioni sulla tabella di marcia dei lavori.

La galleria di base del Brennero è un progetto avviato nel 2007, in modalità congiunta tra Italia e Austria, e che prevede la costruzione di un tunnel che colleghi Fortezza, in Alto Adige, a Innsbruck, passando sotto al passo del Brennero, appunto. Una galleria mastodontica della bellezza di 230 km di lunghezza e dal costo esorbitante di 6 miliardi di euro. Un’opera che, secondo i piani, si dovrebbe completare entro il 2028 ma che adesso potrebbe subire uno slittamento potenziale di altri cinque anni, a causa del procedimento penale indotto tra BBT e Arge H51.

Già, perché se sul fronte italiano i lavori procedono spediti, senza alcun tipo di rallentamento, stessa cosa non si può dire sul quello austriaco sulla quale non si vedono passi in avanti nella realizzazione del cantiere. Situato esattamente al confine italiano e avvitato nel 2018, prevede uno scavo di 50 km.

Le operazioni si dovevano concentrare nella sua parte centrale dove le macchine avrebbero dovuto bucare la roccia in entrambe le direzioni. Ciò non è però ancora avvenuto perché alla base del contenzioso legale ci sarebbe un errore di natura tecnica legato alle caratteristiche dei rivestimenti della galleria previsti di una larghezza di 40 cm. Un errore che è stato velocemente rimbalzato fra ambe le parti: la Porr, il mega gruppo di costruzioni che ingloba la Arge H51, lo riconduce a BBT e ciò a portato al blocco dell’avanzamento dei lavori.

È da qui che è nata la decisione di strappare il contratto d’appalto, non prima di aver tentato un’ultima mediazione con la richiesta del consorzio di modificare lo spessore dei rivestimenti o dei valori di carico, senza andare ad impattare con costi aggiuntivi. Proposte, ovviamente, declinate da parte di BBT.

Quest’ultima ha dichiarato di avere in mano ulteriori motivazioni congrue per l’annullamento del contratto, ma che non ha reso pubbliche proprio in vista dei procedimenti legali, mentre Arge H51 ritiene illegittima la decisione di risoluzione contrattuale in quanto i requisiti tecnici erano espressi in maniera errata già nel documento di gara.

È ovvio che tutto questo polverone costringerà operai e macchine a rimanere fermi per un bel po’ di tempo sul lato austriaco, portando così enormi ritardi nella costruzione dell’opera, che dovrà passare inoltre attraverso la riassegnazione di un nuovo appaltatore oltre che alla lunga trafila burocratica e giudiziaria per capire chi la spunterà.

La reazione delle istituzioni, Kompatscher: “Pensate alle attività operative”

Non sono mancate le tirate d’orecchie da parte delle istituzioni. È l’Alto Adige che ha fatto subito intendere alla BBT di lasciare da parte le vicende legali e giuridiche e di concentrarsi sulle attività operative per portare al termine i lavori. “Ritengo fondamentale che il tunnel del Brennero venga completato entro questo decennio, perché è un corridoio necessario per la crescita della nostra economia e per il futuro del territorio”, ha detto il presidente della Provincia Arno Kompatscher, rimarcando poi l’importanza della chiarezza e della pianificazione dei lavori.

Anche il presidente della Camera di Commercio di Bolzano, Michl Ebner, si trova sulla stessa lunghezza d’onda: “La Galleria di Base riveste una grande importanza per il futuro delle nostre regioni e province lungo l’asse del Brennero. Ritengo fondamentale riuscire a collaborare in maniera efficace per completare questa ‘opera del secolo’ e permettere di spostare sempre più traffico dalla strada su rotaia”.

Tunnel del Brennero, una lunga storia

La galleria ferroviaria che attraversa per lungo il Brennero ha una lunga storia alle sue spalle. La pianificazione dell’opera infatti risale addirittura al 1986, mentre i lavori tra Italia e Austria dovevano venir completati nel 2016, poi spostai al 2028 e ora, forse, addirittura oltre. Inoltre, anche la “via tedesca” del tunnel andrà completata, e ciò potrà accadere solo entro il 2050.

I diversi ritardi sull’opera poi hanno comportato nel tempo un aumento massiccio dei costi. Inizialmente infatti la costruzione dell’opera era prevista per un totale di 6 miliardi di euro, che nel tempo dovrebbero salire ancora fino alla cifra di quasi 10 miliardi.