A22, doccia gelata: nuovo stop al piano di gestione pubblica «Si andrà a gara»

Bocciato un comma dell’emendamento alla legge di Bilancio necessario per liquidazione dei soci privati di Autobrennero

VERONA. «Disposizioni estranee all’oggetto del disegno di legge di bilancio». Con un colpo netto, la commissione bilancio della Camera ha stralciato – dall’articolato della legge di Bilancio 2021 – l’emendamento necessario per procedere alla liquidazione dei soci privati di Autobrennero e per aprire la porta all’affidamento in house della concessione alla stessa società. Riportando, così, la gestione della A22 e dei relativi investimenti in mano pubblica.

Nuovo passo falso

Dopo il primo stop arrivato in occasione del decreto “Agosto” arriva una nuova (clamorosa) battuta d’arresto che spinge il dossier A22 in un vicolo cieco. A fine dicembre, infatti, scade l’ennesima proroga e l’Europa ha già detto in modo chiaro che in mancanza di un affidamento in house la concessione deve essere messa a gara. Quella che doveva essere l’operazione “apripista” del nuovo corso pubblico per le concessioni autostradali – svolta sostenuta dal governo – finisce per l’ennesima volta gambe all’aria.

«Viene messa la parola fine alla possibilità di confermare la gestione all’attuale società e si andrà a gara» sostiene Vincenzo D’Arienzo, senatore veronese del Pd. «Giunti a questo punto o la concessione viene messa a gara o si decide di andare incontro a una procedura di infrazione da parte dell’Europa.

Il problema è che la concessione è scaduta oramai da più di sei anni (30 aprile 2014, ndr) e senza certezze sulla concessione nessuna società si avventura a fare investimenti». Senza contare che la società (controllata all’84% da soci pubblici con il testa Regione Trentino Alto Adige, Province di Trento e Bolzano ma dove anche Verona, con Provincia e Comune, ha un 11%) ha in pancia qualcosa come 800 milioni del cosiddetto “fondo ferrovia”. Soldi che sono destinati alla realizzazione del tunnel del Brennero.

«E se la concessione viene messa a gara chi li tira fuori?» si chiede l’esponente veronese del Pd. colpo di spugna Nel testo del disegno di legge Bilancio firmato dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, all’articolo 130 erano previsti, sotto il titolo “Disposizioni in materia di infrastrutture stradali”, due commi. Il primo che in buona sostanza prevede che successivamente all’affidamento della nuova concessione ad Autobrennero viene consentito di rateizzare la restituzione del “fondo ferrovia” fino al 2028.

Il secondo, invece, apre alla possibilità per Regioni ed enti locali di potersi avvalere di società in house esistenti nel ruolo di concessionari. Il primo è passato, il secondo (che regolava anche il meccanismo di liquidazione dei soci privati) è stato stralciato (ai sensi dell’articolo 120, comma 2, del Regolamento della Camera dei deputati) perché prevedeva disposizioni estranee all’oggetto del disegno di legge di bilancio.

Il futuro

Una ciambella senza il buco, in buona sostanza. Che pare mettere una pietra tombale sul progetto. Il quale, va detto, non ha mai trovato una piena convergenza politica. La palla passa di nuovo al ministro delle Infrastrutture Paola De Micheli. Ma la patata diventa bollente anche per gli enti pubblici presenti nel libro soci della A22. — Matteo Marian