Edizione dei Benetton, inizia l'era di Enrico Laghi

Mentre nella holding della dinasty veneta si insedia il nuovo uomo di vertice al posto di Gianni Mion, la partita al piano sotto, in Atlantia, per la vendita di Autostrade slitta ai tempi supplementaria. Si sa che il negoziato con Cdp e i fondi prosegue ma, come prevedibile, servirà più tempo.

ROMA. Mentre in Edizione si insedia al vertice Enrico Laghi, il professore della Sapienza, nominato presidente dai Benetton al posto di Gianni Mion, la partita al piano sotto, in Atlantia, per la vendita di Autostrade slitta ai tempi supplementaria. Si sa che il negoziato con Cdp e i fondi prosegue ma, come prevedibile, servirà più tempo.

Il termine fissato dalla holding contrallata da Edizione dei Benetton aveva scadenza 30 novembre per la presentazione di una nuova offerta vincolante per l'88% di Autostrade da parte della cordata Cdp-Macquarie e Blackstone, che tuttavia - salvo colpi di scena - non invieranno alcuna proposta formale. A fine ottobre, va ricordato, i potenziali acquirenti avevano indicato in 10 settimane il tempo necessario per una due diligence, con una tappa intermedia di verifica dopo quattro settimane.

A ciò si è aggiunto il ritardo con cui il Piano Economico e Finanziario di Aspi, necessario per stabilire il valore dell'asset, è stato caricato nella data room: ciò è avvenuto soltanto settimana scorsa, dopo il sostanziale via libera del Governo sul documento, ma tra le parti ha già fatto nascere un confronto piuttosto serrato sul tema delle manutenzioni e degli investimenti.

Sul tema, da ambienti vicini ad Aspi, si fa notare che le spese di manuntenzione sono significativamente aumentate e che i 7 miliardi di euro programmati nel Pef sono il frutto di oltre due anni di controlli sulla rete svolti da società esterne e condivisi passo passo con il Mit. Il 2 di dicembre il cda di Atlantia farà il punto della situazione con le posizioni.

Atlantia e Aspi sono convinti di avere fatto tutto il necessario: il Pef prevede al 2038 oltre 21 miliardi di euro, tra investimenti (14,5 miliardi) e manutenzioni (7 miliardi), con una significativa accelerazione nel prossimo quinquennio, oltre ai 3,4 miliardi da stanziare per la tragedia di Genova. Sul fronte Cdp-fondi, secondo quanto ricostruito, c'è la volontà di continuare a lavorare per un'offerta ma si vede la «strada salita» e c'è «estrema cautela», anche alla luce delle recenti intercettazioni: il tutto - a valle delle analisi in data room - potrebbe poi riflettersi sia sul prezzo offerto sia sulla richiesta di manleva.

E qui c'è un altro punto chiave: gli 8,5-9,5 miliardi messi sul piatto a fine ottobre da Cdp-fondi per il 100% di Aspi, secondo alcuni calcoli degli esperti, garantirebbero un tasso interno di rendimento attorno all'11%; salendo agli 11-12 miliardi chiesti dai fondi azionisti di Atlantia si scenderebbe poco sopra l'8%. A che rendimento sono disposti ad arrivare fondi come Macquarie o Blackrock? Una cosa è certa: il fattore tempo è cruciale.

Atlantia aveva già convocato un'assemblea straordinaria il 30 ottobre, in cui i soci dovevano esprimersi sulla scissione parziale proporzionale in favore della newco Autostrade Concessioni e Costruzioni. Un passaggio funzionale al disimpegno da Aspi rimandato però per le incertezze sul Pef, con la nuova data dell'assemblea da fissare entro il 15 gennaio. Un termine che, a questo punto, pare difficilmente prorogabile: per convocare un'assise entro tale data, infatti, il cda deve procedere almeno 30 giorni prima, dunque entro il 15 dicembre. Una data che può considerarsi quasi come limite, dunque, anche per il negoziato con Cdp e fondi.