Venezia, se il Mose blocca la navigazione, Musolino: "Senza una conca di navigazione il porto non resiste"

«Purtroppo si sta realizzando tutto quello che avevamo previsto negli ultimi anni: senza una conca di navigazione funzionante i porti di Venezia e Chioggia non possono resistere a lungo, destinati a perdere competitività e, di conseguenza, commesse e occupazione» ha spiegato il presidente dell'Autorità portuale

Alla bocca di porto di Malamocco le barriere del Mose vengono abbassate con qualche ora di anticipo rispetto alle altre (ma a mezzanotte sono di nuovo alzate) per permettere l’entrata e uscita in porto di traghetti, navi cisterna e porta container in attesa.

Un “espediente” per sopperire alla impossibilità di utilizzare la conca di navigazione che ha una delle due chiuse inutilizzabili per una mareggiata di ben cinque anni fa. Ma non è bastato a garantire il programmato traffico marittimo di una trentina di navi tra ieri e oggi. Problema che si ripeterà se il Mose entrerà in azione a partire da quote di 110 centimetri di marea, ben minori e più ricorrenti dei 130 previsti.

«Se quanto è successo negli ultimi tre giorni sarà la regole per i traffici sarà una catastrofe» commentano i terminalisti che hanno avvisato le compagnie dell’alzata del Mose, costringendole a cambiare la rotazione di carico o addirittura annullando la toccata a Venezia. La comunità degli operatori portuali sta ponendo da tempo al Provveditorato e alla Capitaneria il problema, chiedendo previsioni più certe e comunicazioni puntuali e, in primo luogo il ripristino della conca di navigazione.

Le forti preoccupazioni della comunità portuale sono condivise dal commissario straordinario dell’Autorità di Sistema Portuale, Pino Musolino, che ha rilanciato l’allarme: «Purtroppo si sta realizzando tutto quello che avevamo previsto negli ultimi anni: senza una conca di navigazione funzionante i porti di Venezia e Chioggia non possono resistere a lungo, destinati a perdere competitività e, di conseguenza, commesse e occupazione». Musolino ha spiegato che solo ieri mattina, dopo il sollevamento di tutte le barriere del Mose, c’erano 8 navi ferme in rada e 9 in laguna in attesa di uscire.

E oggi si replica «alla luce delle previsioni che ci sono state comunicate, un’altra decina di navi dovranno modificare i propri orari per evitare di rimanere ferme». La conca di Malamocco è stata completata nel 2012 ed è costata 653 milioni, ma i danni della mareggiata non sono stati ancora riparati, e poi lo specchio della conca dovrebbe essere ampliato per permettere il passaggio anche alle navi più grandi che già hanno cominciato a disertare Venezia.

Problema che il commissario straordinario Musolino ha riproposto, spiegando che «alcune soluzioni le abbiamo e anche prospettate e depositate da tempo, come la necessità di realizzare ed istituire il cosiddetto Porto Regolato e la evidente necessità di sistemare al più presto la conca di navigazione, magari riadattandola anche a banchina ad alti fondali». «Inoltre, sebbene sia comprensibile che in questa prima fase ancora sperimentale di utilizzo del Mose si stia dando priorità alla sicurezza e al buon funzionamento del sistema e delle procedure» ha concluso Musolino «è urgente che si strutturi una cabina di regia, dove l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale dovrà avere necessariamente un ruolo, che possa avere una visione complessiva di tutti i processi, in modo tale da gestire in efficienza anche i traffici portuali». —