Chiuso l'accordo con Duisport per l'ingresso nell'Interporto di Trieste

A sinistra Zeno D’Agostino, Federica Seganti, Erich Staake e Graziano Pizzimenti alla torre del Lloyd

Ufficializzata l’operazione anticipata in estate. Acquisito dal colosso tedesco il 15% delle quote ceduto da Friulia. Il ceo Staake: «Il futuro della logistica è qui»

TRIESTE Il più grande terminal intermodale del mondo diventa socio dell’Interporto di Trieste. I tedeschi di Duisport hanno concluso ieri l’acquisto del 15% delle quote, mettendo un piede a Trieste dopo il recente arrivo di Hamburger Hafen nella Piattaforma logistica. Il sistema logistico triestino e regionale diventa sempre più parte integrante del mondo mitteleuropeo. Stavolta è il turno del porto fluviale di Duisburg, il cui ceo Erich Staake ha portato a termine l’operazione anticipata dal Piccolo e confermata in estate da Duisburger Hafen.

La firma sancisce un passaggio di quote da Friulia ai tedeschi: la holding regionale passa dal 46,99% al 31,99% e Duisport acquisisce il 15%, potendo dire la propria nella gestione dell’Interporto. Gli altri soggetti in campo mantengono invariate le rispettive partecipazioni: 20% per l’Autorità portuale, 16,44% per la Camera di commercio, 11,05% per il Comune di Trieste e 5,52% per Monrupino. Nel giro di tre mesi, lo scalo giuliano si arricchisce di una doppia alleanza con la Germania. Dopo Amburgo è il momento di Duisport, il cui terminal è un modello internazionale di intermodalità e integrazione fra logistica e attività di trasformazione industriale. Si conferma così l’interesse tedesco per aprire una via adriatica di accesso all’Europa centrale.

Le relazioni fra Autorità portuale e Duisport sono cominciate nel 2017, con un primo accordo di cooperazione sullo sviluppo di servizi logistici e ferroviari. Staake è convinto delle potenzialità dello scalo e della rete di interporti alle sue spalle, da quelli triestini di Fernetti e FreeEste a quello di Cervignano. Il giudizio non arriva da una realtà qualsiasi, ma da un hub capace di movimentare ogni anno ventimila navi, 25 mila treni e decine di migliaia di camion, con un volume di carico pari a quattro milioni di Teu, cinque volte più di quelli triestini. L’intesa segue il recente avvicendamento alla presidenza dell’Interporto, con il passaggio di testimone fra Giacomo Borruso (in carica dal 2014) e Paolo Privileggio, che sarà presidente e amministratore delegato, dopo una carriera maturata nell’oleodotto gestito da Tal e una consuetudine importante a gestire relazioni con l’area tedesca.

«Siamo orgogliosi di essere diventati soci dell’Interporto – dice Staake – perché abbiamo costruito da tempo una partnership con il Porto. Da dieci anni Duisport è un hub intermodale leader in Europa e abbiamo forti relazioni con la Cina. Trieste è un punto caldo dello sviluppo della logistica e siamo contenti di poter costruire un futuro assieme». Per la presidente di Friulia Federica Seganti, «l’investimento è un segnale importante, che rientra nel progetto di espansione e internazionalizzazione che gli interporti di Trieste e Cervignano portano avanti. La posizione strategica e la tecnologia di cui è dotata l’infrastruttura portuale rendono Trieste un punto strategico per l’ingresso delle merci in Europa, ma anche un partner eccellente per i principali attori della logistica internazionale». «Chiudiamo un anno maledetto con il botto, dopo le firme per la Ferriera e la Piattaforma logistica», commenta il presidente dell’Authority D’Agostino, dicendosi «orgoglioso di accogliere un nuovo partner europeo tra i soci dell’Interporto, testimonianza ulteriore che Trieste è un dal respiro internazionale. La Germania è centrale nella logistica europea e decide non solo di giocare la carta dell’Adriatico come via d’accesso marittima preferenziale per l’Europa, ma anche quella Fvg e della rete del nostro sistema portuale, con i suoi interporti, i suoi servizi ferroviari, i punti franchi». — © RIPRODUZIONE RISERVATA