C’è la firma del ministro De Micheli: D’Agostino bis nel porto di Trieste

Chiuso l’iter: in sella fino al 2024. Le prime parole dopo il via libera: «Ora vanno consolidati i risultati»

TRIESTE Zeno D’Agostino sarà alla guida del Porto di Trieste fino al 2024. Ieri il ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, Paola De Micheli, ha firmato il decreto con cui ha confermato l’incarico per i prossimi 4 anni al manager veronese che stava lavorando in regime di proroga dallo scorso 9 novembre. E nei prossimi giorni potrebbe arrivare anche la nomina di D’Agostino al vertice di Ram – logistica, infrastrutture e trasporti spa, società in house del Mit per l’attuazione del programma nazionale delle autostrade del mare. La conferma di D’Agostino a Trieste arriva al termine di un anno complesso nel corso del quale il manager si era visto revocare l’incarico sulla base dell’ormai noto provvedimento dell’Anac. Oltre 3 mila persone erano scese in piazza Unità il 13 giugno per protestare contro la sospensione e pochi giorni dopo, il 30, era arrivata la sentenza del Tar che aveva consentito a D’Agostino di tornare in sella dopo un brevissimo interim del segretario generale Mario Sommariva, pronto ora a sua volta a prendere le redini dello scalo di La Spezia.

In una nota il neo confermato presidente esprime parole di ringraziamento per il ministro e il governatore Massimiliano Fedriga per il supporto ed estende il grazie a «tutti coloro che hanno creduto nei risultati portati avanti dalla nostra comunità portuale e dai lavoratori in questo mio primo mandato. Ci aspettano altri quattro anni di lavoro intenso per consolidare i risultati ottenuti. In sinergia con tutti gli enti del territorio abbiamo creato un importante sistema portuale e logistico dal respiro internazionale di cui i porti di Trieste e Monfalcone sono il motore e la rete ferroviaria e intermodale, linfa vitale.

La nuova sfida sarà lavorare con un approccio sempre più innovativo, integrato e soprattutto sempre più sostenibile per un porto green che sappia creare valore e lavoro prima che nuove infrastrutture». Fedriga si dice soddisfatto: «Ho dato parere positivo al ministero per la prosecuzione dell’incarico, spero di poter continuare a lavorare bene insieme come fatto in questi anni. La firma dei giorni scorsi con l’ingresso di Duisburger Hafen Ag nell’interporto, grazie anche al lavoro di Friulia, conferma come si stia sviluppando un’alleanza in Europa di cui il Friuli Venezia Giulia è il cuore».

D’Agostino era stato scelto come commissario nel 2015 e poi nominato presidente nel 2016 sulla base delle indicazioni del Comune guidato da Roberto Cosolini e della Regione con Debora Serracchiani che aggiunge: «D’Agostino è una certezza. Questa conferma giunge al termine di un percorso che ha raccolto il consenso della città intera e del quale il governo era convinto promotore. Sono personalmente soddisfatta perché una guida salda e competente a Trieste significa più forza al sistema logistico del Paese». «Viene confermata al vertice dell’Autorità una figura centrale per lo sviluppo del Porto di Trieste – commentano i consiglieri regionali del M5s –. Lo scalo giuliano è atteso da una fase cruciale per il proprio futuro, a partire dall’attuazione del regime di Porto franco internazionale. Percorrere questa strada con un presidente che ha dimostrato negli anni di saper guidare l’Autorità portuale con capacità e lungimiranza non può che rappresentare un elemento di fiducia».

La procedura per la nomina prevede un’intesa tra il ministero e la Regione con un parere non vincolante delle commissioni competenti del Parlamento, e proprio nel corso dei lavori di una di queste Forza Italia aveva espresso parere contrario. «In realtà – spiega il sindaco Roberto Dipiazza – il partito aveva votato contro il presidente della commissione in quanto non aveva concesso un rinvio dei lavori, e non contro D’Agostino come dice il consigliere regionale Francesco Russo. In politica non va bene denigrare sempre, è un modo strano di fare e non è serio. Con l’Autorità portuale in questi anni abbiamo lavorato bene e continueremo a farlo anche nei prossimi», si lascia andare il primo cittadino in barba alla scaramanzia. —

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