Dal Trieste Airport al settore portuale: campagna acquisti del fondo F2i in Fvg

L'ultima mossa è stata l'acquisizione da Vei Log del gruppo MarterNeri, gestore del terminal per le rinfuse a Monfalcone

TRIESTE. Il fondo F2i, emergendo tra gli aspiranti alla maggioranza dell'aeroporto regionale, è entrato in Friuli Venezia Giulia un anno e mezzo fa. Il maggiore gestore indipendente italiano di fondi infrastrutturali con asset per oltre 5 miliardi di euro, con la controllata 2i aeroporti, ha portato a compimento l'acquisizione del 55% di Trieste Airport.

Ma l'espansione in Fvg non si è conclusa, anzi. E riguarda ora pure il settore portuale. Il fondo è infatti sbarcato sulle banchine di Monfalcone, oltre che di Livorno, mettendo un altro tassello del progetto di un polo per il trasporto delle merci via mare.

Il pregresso, ormai da un anno, è infatti la presenza a Mestre, Chioggia e Carrara, tanto da essere già diventato il primo operatore portuale nazionale nelle "rinfuse solide" (ciò che non viaggia nei container, e quindi, tra l'altro, prodotti siderurgici, cereali, cellulosa, fertilizzanti, moduli industriali speciali) con 7 milioni di merci movimentate all'anno, 7 terminali in gestione, 200 mezzi di sollevamento e movimentazione, magazzini e infrastrutture di interconnessione. Un mercato strategico per l'economia nazionale, giacché il 70% delle importazioni e il 50% delle esportazioni del Paese avvengono via mare, per un valore annuo di 160 miliardi.

Nel concreto, F2i ha siglato l'accordo per l'acquisizione da Vei Log, società di investimento dedicata al settore della logistica, del gruppo MarterNeri, titolare di concessioni e autorizzazioni a Monfalcone e a Livorno. Sullo sfondo, questione non indifferente, rimane peraltro il contenzioso giudiziario amministrativo che, chiamando in causa la riorganizzazione delle aree portuali definita in quattro lotti funzionali proposta dall'Autorità di sistema, mantiene sub-judice il piano di rilascio delle concessioni della durata di dodici anni, quindi fino al 2031.

Una situazione che potrebbe però sbloccarsi tra un paio di settimane visto che il 13 gennaio è fissata davanti al Tar l'udienza di merito a seguito del ricorso, accolto dalla magistratura amministrativa, proposto da MarterNeri appunto contro la riorganizzazione portuale. Zeno D'Agostino, prima di esporsi su F2i in porto, attende appunto di capire se il cambio di proprietà possa consentire il superamento del contenzioso.

«Il problema di fondo è il blocco del rilascio delle nuove autorizzazioni e concessioni che non permette la necessaria certezza per gli investimenti e quindi per la serenità dei lavoratori», osserva Sasa Culev, segretario generale Filt Trasporti della Cgil Gorizia. Ma sulle opportunità che sembrano potersi aprire non ci sono troppi dubbi. Di sicuro non li ha l'assessore regionale alle infrastrutture Graziano Pizzimenti: «F2i è già presente in regione con l'aeroporto e, tenuto conto dei numeri e dei progetti del gruppo, non sono troppo sorpreso di una sua espansione anche nella logistica in un territorio appetibile per motivi geografici e infrastrutturali. La Regione guarda con non poco interesse a quanto sta accadendo».

Considerazioni che nascono dal fatto che nella logistica l'impegno di F2i si declina sia attraverso l'indirizzo alle controllate del ramo aeroportuale relativamente all'utilizzo di energia da fonti rinnovabili e l'autoproduzione per mezzo di impianti fotovoltaici, sia orientando gli investimenti verso i settori di trasporto a basso impatto ambientale, come quello su ferrovia, in cui nel 2020 la Sgr ha acquisito Compagnia Ferroviaria Italiana, seconda società nazionale attiva nel trasporto merci su rotaia. --

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