A22-Brennero, un 2020 difficile: transiti calati fino al 97%, ma la qualità dell’aria migliora

Non è stato solo il traffico leggero a risentire della crisi, ma anche quello pesante, con una riduzione del 70% dei passaggi. I passaggi lungo l’asse sono direttamente collegati alla crescita economica del territorio altoatesino. Un dato su tutti: solo durante stagione turistica estiva dello scorso anno, da maggio a ottobre, si sono registrati circa 6,5 milioni di pernottamenti in meno rispetto al 2019, con un calo del 30,7%

BOLZANO. Quello appena passato è stato un anno molto difficile per il valico del Brennero dal punto di vista dei transiti. Ciò va ricondotto, ovviamente, alla pandemia da Covid che nel marzo scorso ha immobilizzato l’Italia, e l’Europa intera, dando il via ad una crisi in moltissimi settori che ancora si protrae.

La veloce chiusura dei confini nazionali dello scorso marzo, sommata ad un coordinamento quasi nullo di queste decisioni tra gli Stati confinanti, ha comportato caos a livello intraeuropeo. Pesanti ripercussioni ci sono state anche sull’economia altoatesina, in primis nel comparto turistico.

Basti pensare che solo durante stagione turistica estiva dello scorso anno, da maggio a ottobre, si sono registrati circa 6,5 milioni di pernottamenti in meno rispetto allo stesso periodo del 2019, con un calo del 30,7%. Nel periodo primaverile invece, quello del primo lockdown, il calo dei pernottamenti ha toccato quota 8,1 milioni nell’intera regione, facendo perdere l’occupazione a 12.000 lavoratori del settore nel solo Alto Adige.

D’altronde la finestra temporale tra marzo e maggio è da sempre una delle più amate dai turisti per raggiungere l’Alto Adige, sia per godersi gli ultimi scampoli di neve in montagna, sia per visitare le bellezze locali nelle prime giornate di bel tempo. Cosa che non si è verificata a causa del lockdown che ha comportato un calo dei transiti con picchi, in alcune date, dell’oltre il 97% rispetto all’anno precedente.

Ma non è stato solo il traffico leggero a risentire della crisi, ma anche quello pesante, con una riduzione del 70% dei passaggi. E se consideriamo che i dati dei passaggi lungo l’asse del Brennero sono direttamente collegati alla crescita economica delm territorio altoatesino, il quadro che ne traspare non poteva che essere drammatico.

Uno studio recente commissionato dalla Camera di commercio di Bolzano ha documentato che in Alto Adige una crescita economica dell'1% corrisponde a un aumento del traffico pari all'1,9%. “Il traffico lungo l’asse del Brennero è vitale per mantenere in piedi la nostra economia, pesantemente colpita dalla crisi da Covid - spiega Alfred Aberer, Segretario generale della Camera di commercio di Bolzano -. Per questo è fondamentale permettere la mobilità di persone e merci, perché senza di essi non c’è né scambio commerciale e nemmeno turistico”.

Meglio non è andato di certo durante l’estate, quando si era allargata la maglia delle restrizioni, anche se qualche spiraglio di miglioramento dei dati c’è stato. Secondo i numeri di Autobrennero, nei primi due weekend di luglio, 4-5-11-12 luglio, gli ingressi di veicoli leggeri al Brennero hanno segnato rispettivamente il -42,08%, -44,86%, -43,57%, -43,85%. Una ripresa leggerissima che ha portato ad una stabilizzazione negativa dei flussi che si aggirava attorno al -30%.

La qualità dell’aria migliora, ma le polveri sottili sono ancora stabili

I dati sul calo dei transiti lungo il Brennero può indurre a pensare che almeno una cosa positiva ci sia stata: un uguale calo dell’inquinamento atmosferico. Sbagliato, o almeno non del tutto. Perché si, un calo delle emissioni generali è stato registrato, ma non per quanto riguarda le polveri sottili.

Durante il periodo più buio della pandemia, le Agenzie per l'ambiente delle Province di Bolzano e Trento, assieme ai partner del progetto BrennerLEC, hanno colto l’occasione per misurare la qualità dell’aria e hanno registrato dei cali rilevanti di inquinamento, nonostante le emissioni relative ai riscaldamenti risultassero addirittura maggiori rispetto al triennio precedente.

Le stime delle emissioni di ossidi di azoto e di anidride carbonica effettuate hanno evidenziato un calo rispettivamente del 66% e del 64% se confrontate con quelle dello stesso periodo del triennio precedente. Le misurazioni delle polveri sottili invece, svolte nei mesi da marzo a maggio, sia in contesti urbani che lungo l'A22, hanno dimostrato come l'inquinamento da polveri sottili non sia calato durante il lockdown, mantenendosi stabile sui valori alti del 2019.

“I camion che hanno continuato a transitare anche durante il lockdown sono ‘puliti’ - ricordato a tal proposito il presidente dei Trasportatori di merci lvh.apa Elmar Morandell -. Si stanno sviluppando nuovi sistemi pensati a posta per l‘ambiente. Per questo i trasportatori di merci dovrebbero perdere la nomea di ‘inquinatori’, ma essere considerati come elemento imprescindibile per l’economia ed il benessere comune”.

Il progetto BrennerLec

Il progetto BrennerLEC, abbreviazione di Brenner Lower Emissions Corridor, ovvero Corridoio del Brennero a emissioni ridotte, si prefigge di fluidificare il traffico e ridurre le emissioni inquinanti lungo l’Autostrada del Brennero attraverso una gestione dinamica della velocità, un approccio proattivo alla gestione del traffico autostradale che mira a modulare le velocità medie dei veicoli per ottimizzare i tempi di percorrenza e ridurre le emissioni inquinanti inutilmente prodotte dal susseguirsi di accelerazioni e frenate tipico delle condizioni di traffico intenso. A maggio 2020 è stato premiato come “Progetto del mese” dal Ministero dell’Ambiente.