Trieste e Monfalcone integrano la rete del traffico merci che viaggia su rotaia

Alcune navi ormeggiate in banchina nel porto di Monfalcone

L’Authority Adriatico orientale compra per 4 milioni i fasci di binari dello scalo. Lo sbarco del fondo F2i

MONFALCONE Dopo le aree dell’ex Azienda speciale del valore di 15 milioni (da pagare a rate in 10 anni) l’Autorità di sistema portuale del mare Adriatico orientale rileva nello scalo di Monfalcone (la cifra si aggira sui 4 milioni) quelle del Consorzio economico della Venezia Giulia e soprattutto i fasci di binari del porto per garantire agli operatori il decollo dei traffici logistici su rotaia. L’Authorithy punta a distribuire tra il porto di Trieste e quello di Monfalcone, il traffico ferroviario delle merci a seconda delle esigenze.

La conferma arriva dallo stesso presidente dell’Autorità di sistema, Zeno D’Agostino, che ieri ha illustrato le nuove strategie al termine di una riunione con il sindaco di Monfalcone, Anna Cisint. È un’operazione di rilievo che arriva a poche settimane dall’acquisizione, da parte di F2i, fondo infrastrutturale italiano (tramite la holding portuale, primo operatore per la movimentazione di rinfuse solide), dell’impresa MarterNeri che opera a Portorosega ed è in trattativa tra l’altro per rilevare un’altra impresa, la Compagnia portuale che si occupa delle operazioni in banchina. Una mossa strategica quella dell’Autorità di sistema che diventa unico gestore all’interno dello scalo da anni disturbato dalla presenza di una miriade di soggetti. Ma anche in vista del progetto di sviluppo di F2i tramite MarterNeri per lo scalo dove si punta alla nascita di un operatore integrato con il trasporto ferroviario. Lo scorso aprile il Fondo Ania F2i (soggetto creato da Ania e F2i sgr), ha acquisito il 92,5% di Compagnia Ferroviaria Italiana. E le attività di Monfalcone andranno ad aggiungersi a quelle di Mestre, Chioggia e Carrara, già del fondo F2i dal 2019. ù

E il trasferimento di molti traffici da parte di F2i a Monfalcone appare molto probabile per la situazione critica che si sta verificando in laguna tra Marghera e Venezia viste le chiusure per l’acqua alta. «Siamo in fase avanzata di trattativa con il Consorzio economico della Venezia Giulia – ha confermato D’Agostino – per noi il sedime ferroviario è fondamentale come avere l’unitarietà delle aree in porto. L’altro elemento nodale era quello di rendere efficiente il sistema ferroviario in porto dove stiamo facendo lavori infrastrutturali. L’Autorità deve offrire tutte le condizioni necessarie a far lavorare le imprese e perché portino traffici».

Il disegno di sviluppo è molto ampio e punta, già dal 2021 a un’integrazione forte tra i due scali. «Monfalcone non ha fondali ma non ha vincoli sul fronte ferroviario – spiega il presidente – Trieste invece ha un vincolo di capacità. Ci sarà un trasferimento tra i due porti del traffico ferroviario a seconda delle esigenze». La chiave di volta dello sviluppo è quella della riorganizzazione delle aree interne e il nuovo schema di concessioni proposto dall’Autorità di sistema a fine 2020 alle quattro imprese che lavorano in porto, la Cetal (prevalentemente RoRo di autovetture), Midolini, MarterNeri e Compagnia portuale che lavorano su cellulosa, rinfuse, bramme e trasporti speciali. Lo schema delle nuove concessioni doveva partire a inizio 2021, ma c’è stato un ricorso della MarterNeri al Tar che però è in fase di soluzione visto che il Tribunale amministrativo ha dato ragione all’Authorithy e c’è una definizione del contenzioso dopo le operazioni di F2i e la prossima acquisizione della Compagnia portuale che già in queste settimane sta lavorando con MarterNeri sui traffici di cellulosa. «Il 2021 è iniziato con la risoluzione del nodo concessioni – ha spiegato il sindaco Cisint – dopo che è stata fatta una scelta importante dell’Autorità di sistema con una prospettiva di molti anni che garantisce investimenti e la valorizzazione del livello occupazionale da parte delle aziende. Il Comune ha la voglia di far diventare il Porto la punta di diamante di quell’economia del mare alla base di un futuro di sviluppo». – © RIPRODUZIONE RISERVATA