Adige Docks, uno straordinario progetto di riuso urbano farà nascera la futura cittadella dello sport a Verona

Un investimento da circa 50 milioni di euro, che grazie al recupero del centro logistico RFI (Rete Ferroviaria Italiana) di Verona est, costruito negli anni ’80 e dismesso nel 2006, trasformerà i 66mila metri quadrati di un’area abbandonata e marginale. Il progetto firmato anche dallo Studio Aspro di Claudio Bertorelli

VERONA. Dopo anni di attesa e di trafila burocratica finalmente, a giorni, dovrebbe arrivare il rilascio del titolo edilizio per la realizzazione dell’ambizioso progetto “Adige Docks”, che si propone di creare una vera e propria cittadella dello sport a Verona, nella zona est della città, nel quartiere di Porto San Pancrazio.

Grazie al recupero del centro logistico RFI (Rete Ferroviaria Italiana) di Verona est, costruito negli anni ’80 e dismesso nel 2006, i circa 66mila metri quadrati di un’area abbandonata e marginale vivranno una nuova vita fatta di sport attivo: atletica, tennis, nuoto, hockey e pattinaggio su ghiaccio, pallavolo, ginnastica e tante altre attività indoor che potranno essere praticate.

Uno straordinario progetto di riuso della città che, grazie ad un investimento da circa 50 milioni di euro, in un paio d’anni potrà consentire ai veronesi di godere di questi spazi, rappresentando per Verona un’occasione di “rigenerazione urbana” e di rilancio, insieme agli altri cantieri in aree ex industriali.

L’attuale proprietà, rappresentata dal Gruppo immobiliare altoatesino Unterberger, ha rilevato il complesso nel 2014 e ha affidato l’incarico per elaborare il piano di riconversione allo Studio di progettazione Aspro di Vicenza. Prima di allora si “volava basso”, con i soliti piani di demolizione e ricostruzione a residenziale, con anonime case nuove di periferia.

Claudio Bertorelli

Ora, invece, si vuole riconnettere alla città quest’area che rappresenta un grande “margine urbano”. In passato destinata a centro logistico per i pezzi di ricambio delle manutenzioni su ferrovie e treni per tutto il nord-est, l’intera zona era indipendente e autoreferenziale, caratterizzata da una doppia e invalicabile cesura, rappresentata dalla ferrovia e da Corso Unità d’Italia, che la separa dal quartiere di Borgo Venezia.

“Da anni proponiamo – spiega Claudio Bertorelli, paesaggista urbano e titolare dello Studio Aspro – di ricucire con la città le parti di Porto San Pancrazio, Giarol Grande e Lazzaretto, in sinergia con gli Studi ADV, DDV e Gaetano Rinaldo. Finalmente il rilascio del titolo edilizio ci darà la possibilità di dare il via al progetto di riuso, senza erodere suolo”.

La sagoma dei due grandi ex magazzini principali, ribattezzati West-end ed East-end, rimarrà invariata. Il volume centrale che era destinato a magazzino meccanizzato verrà invece demolito e ricostruito, perché la sua struttura troppo fitta non consentiva altrimenti.

La ristrutturazione del magazzino West-end (14.400 mq) prevede più piani di spazi commerciali, affiancati da vari campi per attività sportive, tra cui un palazzetto polivalente ed una pista da ghiaccio. Il più piccolo East-end (8100 mq), invece, comprenderà ambienti prevalentemente destinati alla ginnastica e all’atletica leggera. Oltre quest’ultimo si uscirà nel settore orientale del lotto, al quale si potrà accedere direttamente da Borgo Venezia con un ponte ciclo-pedonale che lo collegherà da nord.

Gli spazi aperti tutto intorno ai magazzini saranno completati da una serie di campi sportivi, uno skatepark e parcheggi interni. A suddividere i vari settori verranno piantati filari di alberi intervallati da altrettante zone a prato.

Bertorelli è uno degli ispiratori della legge regionale n.14 del 2017 “Contenimento del consumo di suolo e rigenerazione urbana”, per cui è normale che si entusiasmi di fronte al via libera ad un progetto così complesso di riuso. “Anni fa facemmo demolire il muro che divideva i magazzini dalla città creando una simbolica piazza temporanea che chiamammo Verona reload. Domani – conclude Bertorelli – riconnetteremo alla città un quartiere popoloso a cui oggi si accede solo grazie a sottopassi. Quella che era una enclave invalicabile diventerà una città dello sport e della salute, con palestre, centro medico sportivo, ristoranti e studentato, anche grazie ad opere compensative o concertate per quasi cinque milioni di euro”.

La speranza è che la pandemia finisca presto e che ci si possa riappropriare di spazi pubblici di relazione e di svago come promettono di essere gli Adige Docks, a due passi dalla stazione di Verona Porta Vescovo.

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