L'interporto di Padova fa utili per 1 milione, e scatta la corsa alla presidenza

Ad aprile presentazione del bilancio e dimissioni del Cda. Gelain lascia, caccia al successore. Pesano le quote rosa

PADOVA. Scade ad aprile il Cda di Interporto. Con l’approvazione di un bilancio 2020 che conferma la società come il gioiello delle partecipate made in Padova, prende il via la partita del rinnovo delle cariche. In ballo ci sono 9 consiglieri di amministrazione tra cui un presidente che si vuole tradizionalmente sia espressione di un accordo tra i soci di maggioranza della struttura.

Dopo due mandati, seguendo una consuetudine invariata dalla fondazione di Interporto nel 1973, il presidente in carica Sergio Gelain dopo l'ottimo risultato raggiunto si appresta a lasciare il suo ufficio all’ottavo piano di Corso Spagna da dove gestisce anche la carica di vicepresidente nazionale dell’associazione degli interporti italiani.

Un impegno costante attorno ai temi della mobilità delle merci e degli scambi tra il nordest e il resto del mondo quello di Gelain che si è dedicato alla crescita di un interporto tra i più moderni dell’Europa occidentale, affiancato dal direttore Roberto Tosetto, dal direttore real estate e logistica Paolo Pandolfo e da una struttura da circa 70 dipendenti.

Una struttura che ha reso possibile una vera e propria rivoluzione tecnologica sugli 1, 1 milioni di metri quadri di superficie di proprietà di Interporto, 300 mila dei quali destinati ad un sistema terminalistico che alle 4 gru a portale elettriche ad oggi in attività, associa un processo di digitalizzazione delle procedure di gestione del terminal in piena fase di implementazione.

Ma Interporto è una società che non si ferma e che anzi cerca costantemente nuove soluzioni per la propria espansione ed efficienza: proprio in queste settimane sono iniziate infatti le attività propedeutiche per l’installazione di una quinta gru a portale che supporterà un incremento della movimentazione di merci, da e su rotaia, in crescita addirittura del 13, 7% in un anno difficile come il 2020.

L’obiettivo strategico della società è infatti quello di raggiungere in tempi relativamente brevi e senza dovere intervenire sulle infrastrutture di base (la rotaia che mette in collegamento i treni merci con i grandi vettori ferroviari sugli assi nord-sud ed est-ovest) i 500 mila Teu (unità di misura dei container) movimentati ogni anno, contro i 311 mila registrati nel 2019.

Una macchina rodata e che macina fatturati (34, 2 i milioni di euro a bilancio 2019) e utili (1, 08 milioni di euro di utili netti nel 2019) e che sembra confermerà i propri risultati di bilancio anche nel 2020 probabilmente incrementando il proprio risultato netto di esercizio nell’anno della Pandemia.

In questo contesto si aprirà ad aprile il percorso di rinnovo del Cda di Interporto (8 membri più il presidente) che andrà a scadenza dopo l’approvazione di un bilancio che si prevede sarà presentato intorno alla fine di marzo 2021.

La ripartizione prevede che il Comune di Padova e la Camera di Commercio scelgano 3 consiglieri ciascuno mentre, alla Provincia spetterà la nomina di 2 consiglieri. L’individuazione del presidente (e nono consigliere di Interporto) è frutto invece di un accordo tra tutti i principali soci e vede tradizionalmente la scelta del candidato in una rosa di imprenditori qualificati espressione delle principali associazioni di categoria del territorio.

Forte di numeri ampi ma comunque esclusivi e una clausola di genere che deve vedere la rappresentanza sia di uomini che di donne (nella misura minima di 3 consiglieri) è già pronta al via dunque la musica che accompagnerà un nuovo ballo della sedia. Una danza a cui tutti i portatori di interesse si stanno allenando già da qualche tempo. —