Verso il colosso Ue dei container Amburgo-Brema. Un faro su Trieste

Dopo aver fatto ingresso nel sistema Piattaforma logistica Hhla riprende le trattative per la fusione con Eurokai

TRIESTE L’alleanza fra Trieste e il porto di Amburgo potrebbe presto allargarsi all’altra città anseatica di Brema e inserire lo scalo giuliano in una rete ancora più ampia di terminal marittimi a guida tedesca. Dopo aver fatto ingresso nella gestione della Piattaforma logistica, Hamburger Hafen und Logistik ha ripreso le trattative che potrebbero condurre alla fusione tra Hhla e il gruppo Eurokai. E mentre valuta la creazione di un vero colosso della logistica a trazione germanica, Hhla rileva la società iSam, specializzata in processi di automazione. 
La compagnia di Amburgo ha recentemente acquisito il 50,01% delle quote di Plt, seguita a ruota dall’ingresso di Duisport nella compagine societaria dell’Interporto di Trieste. Una doppia operazione che vede la Germania affacciarsi in forze sull’Alto Adriatico, smentendo le previsioni dell’incorporazione del porto nella nuova Via della seta cinese. Ora Hhla considera la possibilità di una fusione tutta tedesca con Eurokai, che darebbe vita al più importante operatore portuale europeo, capace di movimentare container per 20 milioni di teu all’anno: il doppio di quanto arrivato e partito dall’Italia nel 2020. 
 
 
Trieste sarebbe l’unico terminale adriatico di un’alleanza decisamente ramificata nel vecchio continente. Hhla opera nei porti di Amburgo, Odessa e Tallin, oltre a essere in procinto di avviare le proprie attività a Trieste. Più complessa la struttura di Eurokai, che possiede al 66,6% Contship Italia, presente con propri terminal container a Ravenna, La Spezia e Salerno, dopo aver ceduto i moli di Gioia Tauro e Cagliari. Il restante 33,4% di Contship è nelle mani di Eurogate, a sua volta posseduta al 50% da Eurokai e Blg Logistics, che tramite Eurogate gestiscono terminal presenti nei porti tedeschi di Brema, Amburgo e Wilhelmshaven. Eurokai opera inoltre a Cipro (Limassol) e in Portogallo (Lisbona), Russia (Ust-Luga) e Marocco (Tangeri). 
 
L’operazione Hhla-Eurokai piace alle istituzioni tedesche, ma ha rallentato nell’autunno scorso. Non solo questione di pandemia, ma necessità per Hhla di concentrarsi sulla chiusura degli accordi per la Piattaforma logistica triestina. Amburgo ha preso inoltre tempo per approfondire la situazione del possibile partner. Pur avendo dimensioni inferiori, Hhla dispone oggi di liquidità e regge le ingenti spese per continuare a rendere navigabile il proprio sistema fluviale in tempi di riscaldamento globale. Eurokai movimenta volumi maggiori, ma nei tempi recenti ha scontato risultati di traffico meno incoraggianti, oltre ad avere necessità di investire somme importanti per il rinnovo di diversi terminal. Le parti dovranno ora confrontarsi sugli assetti societari e sulla leadership nel gruppo. Sul closing peserà ad ogni modo anche il parere di Bruxelles, che potrebbe vedervi il rischio di un’eccessiva posizione dominante sul mercato.
 
Mentre il dialogo sta riprendendo, Hhla annuncia l’acquisizione dell’80% di iSam, compagnia specializzata in automazione, attraverso l’impiego di sensori, controlli per macchinari e comunicazione fra sistemi. È stata iSam a rendere completamente automatizzato il terminal rinfuse Hansaport nel porto di Amburgo, attraverso l’impiego di software per il controllo intelligente e laser 3D ad alta precisione. La società sta lavorando inoltre all’automazione del terminal container Alternwerder (gestito da Hhla sempre ad Amburgo) e il suo fatturato cresce in doppia cifra. 
Come dichiarato dalla ceo Angela Titzrath (presidente anche di Plt), «con questa acquisizione, Hhla ha accesso diretto agli sviluppi tecnologici nell’automazione dei processi industriali, che renderanno possibile entrare in settori innovativi. Questa transazione conferma la nostra intenzione di implementare in modo consistente la nostra strategia basata su crescita e innovazione, anche nelle speciali condizioni poste dalla pandemia». —
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