Franco Miller: "La Tav fino a Vicenza pronta nel 2025, l'alta velocità anche se parziale ci sarà per l'appuntamento con le Olimpiadi"

Raddoppio dei binari a disposizione, che consentiranno un collegamento veloce con Milano ed un traffico locale più sviluppato ed efficiente, e inoltre la possibilità di raggiungere i due aeroporti del Nord Est. Venezia Marco Polo sarà connesso direttamente dai binari dell’alta velocità, mentre per il Catullo di Verona RFI si è resa disponibile a realizzare un nuovo collegamento ferroviario sia dalla stazione di Verona che da Mantova

Franco Miller è l’advisor di Confindustria Veneto che ha la delega a seguire le grandi infrastrutture, a partire dalla TAV. Si tratta di un manager di grande esperienza che segue operativamente questi temi da almeno quindici anni.

Con lui Nord Est Economia fa il punto della situazione sullo stato di avanzamento delle grandi opere, destinate a cambiare in positivo la vita del Veneto e della provincia di Verona in particolare. A partire dalla TAV Brescia Verona, dove i cantieri aperti cominciano a rappresentare una realtà concreta.

“E un’opera finanziata fin dal 2014 -spiega Miller- ma da allora ha dovuto subire un lungo iter burocratico, interferenze varie e ministri non all’altezza del compito. Da fine 2018 la situazione si è finalmente sbloccata e nella seconda metà del 2019 il general contractor Cepav Due (Saipem, Pizzarotti) ha aperto i primi cantieri. Lo stesso Consorzio aveva già realizzato anche la tratta Treviglio Brescia, completata a fine 2016. Il più significativo tra questi cantieri è il tunnel di Lonato, aperto ad ottobre 2020 e lungo 8 chilometri, a doppia canna. Un’opera importante per la quale è utilizzata anche una “talpa” cinese che avanza con determinazione".

Ma quando si può immaginare di vedere completata l’alta velocità, almeno fino a Verona?

“La nuova linea ferroviaria AV/AC Brescia Est – Verona si sviluppa per circa 48 km, iniziando il percorso nel comune di Mazzano, in provincia di Brescia, sino a raggiungere Verona nel lato occidentale con i nuovi binari AV e la nuova interconnessione di Verona Merci. È un’opera complessa con un tracciato ferroviario che attraversa due Regioni, tre Province, undici Comuni e si sviluppa in affiancamento alle infrastrutture esistenti, 30 km circa in parallelo all’autostrada A4 e 8 km circa in allineamento alla linea ferroviaria. Detto questo, al più presto si potrà vedere l’alta velocità per la fine del 2025, non solo fino a Verona, ma anche fino a Vicenza. Saremmo comunque in tempo per le Olimpiadi invernale del 2026, sia pure con un’opera non completa”.

Quali sarebbero i tratti mancanti, quali le possibili ulteriori complicazioni e le opportunità che ne derivano?

“Per allora mancherà certamente il tratto tra Vicenza e Padova, per il quale non ci sono ancora i finanziamenti. La Padova Venezia è invece già realizzata. Ulteriori complicazioni potrebbero venire dall’uscita ad est di Brescia, su un progetto non ancora assegnato e da compiere in una zona fortemente antropizzata, con tante strade e viadotti. Quanto alle opportunità in primis il raddoppio dei binari a disposizione, che passeranno da due a quattro consentendo un collegamento veloce con Milano ed un traffico locale più sviluppato ed efficiente, e inoltre la possibilità di raggiungere i due aeroporti del Nord Est. Venezia Marco Polo sarà raggiunta direttamente dai binari dell’alta velocità, mentre per il Catullo di Verona RFI si è resa disponibile a realizzare un nuovo collegamento ferroviario sia dalla stazione di Verona che da Mantova".

Per quanto riguarda invece l’alta velocità verso nord, in direzione Brennero?

“Qui i tempi saranno più lunghi, direi 2027/2028, a causa di un’opera ciclopica di importanza europea come il tunnel del Brennero, ben 64 chilometri, al cui confronto la tratta Verona Fortezza sarà una passeggiata. Ma per velocizzare i lavori, sia in questo caso che per Brescia Padova, confido molti nel lavoro dei commissari straordinari, sul Recovery Fund e sull’arrivo di Mario Draghi alla presidenza del Consiglio”.

Veniamo invece alle infrastrutture stradali: Pedemontana, Valdastico e altre.

“La Pedemontana è quasi completata. L’anno prossimo sarà completamente aperta fino a Montecchio a ovest ed a Spresiano ad est, dove si intersecherà con l’autostrada. Questo consentirà di alleggerire in parte la A4 che è satura di traffico e di collegare meglio il nord est. In questo senso sarebbe importante anche la realizzazione della Valdastico, che consentirebbe di raggiungere direttamente il Trentino saltando l’incrocio di Verona. Ma purtroppo questa è una battaglia che dura da tanti anni ed i veti incrociati non mi fanno essere ottimista sul risultato finale. Lo sono molto di più, adesso, sulla Nogarole Rocca-Parma. I fondi europei ci sono, a Parma hanno iniziato a lavorare e per la “Tibre” non vedo grandi ostacoli, ma anche per il futuro collegamento a mare verso il Porto di La Spezia, con la Pontremolese”.

Chiudiamo su Verona e le opere che la riguardano nello specifico.

“Come detto Verona potrà giovarsi di un collegamento diretto con l’aeroporto ed anche del raddoppio della stazione, che vedrà arrivare i treni ad alta velocità sul nuovo fronte a sud, su Viale Piave, mentre su Piazzale XXV Aprile arriveranno i treni regionali. In ambito stradale, invece, certamente manca la chiusura a nord est dell’anello tangenziale con la fallita realizzazione del traforo delle Torricelle”.