A Verona il green building Platys Center: sarà un maxi-impianto sportivo

Glaxo, azienda farmaceutica che qui aveva il suo centro sportivo, ha venduto l’area alla “Bio Campus Sporting”, una SRL dietro alla quale ci sono due nomi ben noti nel capoluogo scaligero: Stefano Magrini, presidente di BluVolley e amministratore delegato di Petas, e Filippo Ghezzer, amministratore delegato di Karrell, che di BluVolley è uno degli sponsor

VERONA. A Verona sorgerà a breve il primo “luogo sostenibile” europeo certificato dal “Green Building Council”. Si tratta del Platys Center, maxi-impianto sportivo e di svago. I lavori sono appena iniziati e c’è grande curiosità nei confronti del centro, che sorgerà nella grande area da cinquantamila metri quadrati nella zona a sud est di Verona, sotto lo stadio, tra via Albere e Prima Traversa Spianà.

Qui, una volta, c’era un centro sportivo di proprietà della Glaxo, azienda farmaceutica che ha spostato i suoi interessi fuori Verona e venduto l’area alla “Bio Campus Sporting”, una SRL dietro alla quale ci sono due nomi ben noti in città, ovvero Stefano Magrini, presidente di BluVolley e amministratore delegato di Petas, e Filippo Ghezzer, amministratore delegato di Karrell, che di BluVolley è uno degli sponsor.

I due hanno le idee chiare e per realizzare quello che definiscono un “nuovo polmone verde” hanno affidato il progetto alla Magnoli & Partner (Gruppo Edison). È quindi l’architetto cremonese Carlo Magnoli a parlare con Nord Est Economia del futuro Platys Center.

“Qui sorgerà un grande centro a bassissimo consumo energetico e perfettamente integrato nel verde che -come tale – sta ottenendo il certificato internazionale “Sites”, grazie al fatto che consumerà energia “green”, sarà altamente efficiente attraverso l’impiego di appositi strumenti di gestione e ottimizzazione dei consumi e che rispetterà l’ambiente anche in termini di consumo d’acqua e del suolo, salvaguardando le oltre cento piante presenti. Verrà fatto un investimento da otto milioni di euro che metterà a disposizione della città un’oasi di sport e rigenerazione”.

Nell’ampio spazio verde – Platys in greco significa appunto largo, ampio e da questa radice deriva anche la parola “platano”, pianta che caratterizza quest’area - troveranno certamente posto tre campi da calcetto, quattro da beach volley e quattro da padel, una pagoda per yoga e pilates, oltre ad un ristorante e parcheggi. Ma il progetto è più ampio e nelle prossime due/tre settimane dovrebbe essere firmata anche l’autorizzazione comunale per la costruzione di una piscina laguna da 1200 metri quadri, una piccola piscina per bambini ed un teatro arena, realizzato sfruttando in parte un declivio naturale ed in parte con il riporto di terra, per spettacoli estivi.

“Contiamo di aprire già quest’estate almeno una parte del centro – spiega Filippo Ghezzer – puntando in particolare sulla piscina laguna. Concluderemo il progetto certamente entro l’estate 2022. Vogliamo fare qualcosa di positivo per la Verona di domani e mettere a disposizione di tutti questo sito ne è la dimostrazione. Qui troveranno posto anche un frutteto, un orto, pozzi per l’irrigazione, tetti fotovoltaici e colonnine per la ricarica elettrica di automobili e bici”.

“E’ un sogno che si sta realizzando – conclude Stefano Magrini – visto che era dal 2013 che parlavo con Glaxo di quest’area verde. Esserne diventato proprietario e poterne immaginare il futuro in ottica di eco-sostenibilità è una gioia. Così come sarà offrire ai veronesi i profumi e le suggestioni di questo luogo”. Insomma, un investimento coraggioso in epoca di pandemia che dovrebbe vedere la luce, almeno in parte, tra qualche mese, quando i primi sportivi potranno varcare i cancelli ed entrare in una struttura che ne potrà ospitare fino a seicento.