Un tunnel sotto la montagna per tenere i tir fuori dal centro di Bolzano

Ok al progetto di fattibilità per la grande galleria di Monte Tondo. Il costo è di 102 milioni, inizio dei lavori tra due anni

BOLZANO - Un tunnel sotto la montagna per tenere i tir fuori dal centro di Bolzano. Comune e Provincia hanno dato l’ok al progetto di fattibilità per la grande opera della galleria di Monte Tondo che collegherà la strada statale della Val Sarentino con la statale del Brennero. Il costo è di 102 milioni, inizio dei lavori tra due anni.

Partiamo dalle caratteristiche: un tracciato di 2.590 metri - di cui 2.340 in galleria - formato da due corsie da 3,75 metri, con pendenza massima del 6%, quattro vie di fuga ed un sistema di ventilazione con cunicolo superiore di aspirazione e camino di areazione. Si parte dall’imbocco nord, previsto ai piedi della funivia di San Genesio, a Bolzano, e si arriva sul versante sud nel quartiere dei Piani, a ridosso della rotatoria dei Mercati Generali, con innesto sulla statale 12 attraverso il ponte Campiglio. È questo, in sintesi, il disegno del maxi-progetto del tunnel di Monte Tondo, la grande opera sull’Agenda di Bolzano per cui Provincia e Comune hanno definito la circonvallazione e si apprestano ora a dare il via alla gara per il progetto esecutivo e l’assegnazione dei lavori.

Il progetto ha una rilevanza significativa soprattutto per il fatto che mira a far bypassare il centro cittadino ai mezzi pesanti superiori alle 3,5 tonnellate di peso. La galleria, che collegherà la strada statale della Val Sarentino con la statale del Brennero passando sotto Monte Tondo, permetterà di aggirare l’area urbana e residenziale, garantendo maggiore sicurezza per i cittadini ed impattando sul problema delle emissioni di polveri sottili. “I tir non transiteranno più nel centro bolzanino. Siamo dovuti intervenire spesso inserendo obblighi di transito proprio per arginare il fenomeno dei mezzi pesanti che secondo le nostre stime sono circa una quarantina all’ora”, ha spiegato Ivan Moroder, direttore dell’Ufficio Mobilità. Secondo le prime analisi, lungo il nuovo percorso passeranno circa 1000 veicoli all’ora, e verranno intercettati tutti i flussi provenienti e destinati a San Genesio e Sarentino, oltre a quelli di via Cadorna e via Fago. Inoltre, le simulazioni confermerebbero una significativa riduzione dei flussi di traffico nella zona nord del centro storico, tra via San Antonio e via Beato Arrigo, piazza Vittoria, viale Druso e via Roma.

“Nel suo complesso, sarà importante rivolgere particolare attenzione alla congruità del progetto con il piano di sviluppo dell’areale ferroviario, oltre alla minimizzazione dei flussi del traffico per migliorare la qualità di vita a chi vive in città – puntualizza Daniel Alfreider, assessore provinciale alla mobilità -. Da questo punto di vista sarà fondamentale valorizzare la mobilità ciclistica per aumentare allo stesso tempo la sostenibilità nel centro di Bolzano”.

Il tutto avrà un investimento complessivo di 102 milioni di euro: “Il costo sarà interamente a carico della Provincia che ne ha già messi 5 a bilancio – spiega entusiasta il sindaco di Bolzano Renzo Caramaschi -. Il nostro obiettivo è quello di partire con i lavori tra massimo due anni e di poterlo inaugurare nel 2028”.

L’Agenda di Bolzano e il tunnel di Monte Tondo

Questa gigantesca opera di riassetto della mobilità è inserita all’interno della cosiddetta Agenda di Bolzano, un documento da oltre un miliardo di euro sottoscritto nel 2018 tra Comune di Bolzano e Provincia al fine di dar vita a nuove infrastrutture strategiche per il capoluogo. In totale sono tredici i progetti di viabilità che verranno sviluppati nel futuro prossimo, tra cui anche gli interventi la riconfigurazione di via Grandi, la ridefinizione degli svincoli di via Innsbruck e delle relative connessioni con l’attuale statale del Brennero e la riconfigurazione del tratto tra via Buozzi e via Pacinotti a partire da via Einstein fino a via Galilei.

Per quanto riguarda Monte Tondo, il nodo cruciale che da due anni a questa parte ha impegnato il gruppo di lavoro composto da tecnici comunali e provinciali, era quello legato all’ingresso sud. Sul piatto c’erano due possibilità: far sbucare la galleria nella zona dell’Areale Ferroviario facendolo passare sotto a via Macello (zona Piani) oppure a est dello stabilimento Mila su via Innsbruck.

La scelta è ricaduta sulla prima ipotesi, sia per motivi di costi che di sviluppo del traffico. A tal proposito, è stata studiata a fondo l’interconnessione della galleria che passerà sotto Monte Tondo con la viabilità dello stesso progetto Areale. La galleria sbucherà nei pressi della futura rotatoria dei Magazzini Generali e il traffico sarà convogliato attraverso ponte Campiglio sulla statale del Brennero tramite la rotatoria Campiglio.

L’imbocco nord invece, in connessione con la strada statale per la Val Sarentino, è previsto davanti alla funivia di San Genesio dove saranno realizzati una nuova rotatoria e un nuovo ponte che consentirà di superare il Talvera. Qua vedrà la luce anche un grande parcheggio da oltre 60 posti, che andrà a potenziare ulteriormente quello previsto presso la funivia. Tale parcheggio sarà strategico per l’accessibilità alla città, essendo direttamente collegato alla rete di piste ciclabili e al capolinea del futuro metrobus del Piano Urbano della Mobilità Sostenibile.