Interporto Padova, altri 7 milioni per crescere: quinta gru elettrica e guida da remoto

La società archivia un 2020 da record grazie all’implementazione dei collegamenti ferroviari per semirimorchi

PADOVA. Nemmeno un giorno di stop in un anno abbondante di pandemia valgono un 2020 con numeri record. Ma guai a semplificare. «Interporto Padova cresce in virtù di scelte strategiche fatte prima dell’avvento del Coronavirus» sottolinea Roberto Tosetto, direttore generale della società che gestisce il polo logistico padovano e (caso unico nel panorama nazionale) ha il controllo delle strutture terminalistiche e del software di gestione. Scelte che guardano alla sostenibilità e all’innovazione.

LA SVOLTA

Proprio a inizio 2020, infatti, Interporto Padova ha istituito nuovi collegamenti ferroviari giornalieri con gli interporti tedeschi e olandesi (Colonia e Geleen) per traffico di semirimorchi (non container marittimi quindi) che hanno permesso alle aziende venete di continuare a esportare in Europa. «Una decisione, questa di puntare anche sui semirimorchi, che è stata presa nel 2018» spiega Tosetto «e che per tempo abbiamo implementato. È un po’ come aver completato il catalogo prodotti. Differenziando la nostra offerta siamo riusciti a intercettare una domanda crescente e questo rende la società più solida. Oggi il traffico dei semirimorchi pesa per il 10-15% sulla movimentazione complessiva. Grazie a questo e a una collaborazione strategica principalmente con le Ferrovie italiane, ma comunque con vari operatori intermodali e ferroviari nazionali ed europei, è stato raggiunto il record storico di traffico intermodale nella storia di Interporto Padova Spa».

I NUMERI

Lo scorso anno, Interporto Padova ha movimentato 6,2 milioni di tonnellate di merce. Parliamo di 360.580 Teu (misura standard di volume nel trasporto container) movimentati nel sistema terminalistico con un aumento del 13,75% rispetto all’anno precedente. Complessivamente nel 2020 sono stati 7.180 i treni merci arrivati e partiti da Padova Interporto. I principali porti e località connessi via ferrovia sono La Spezia, Genova, Livorno, Trieste, Capodistria, Milano, Bari, Catania, Rivalta Scrivia, Germania (Colonia), Olanda (Geleen). I ricavi, nel bilancio 2020 prossimo all’approvazione, sono saliti oltre quota 34 milioni di euro (32,2 milioni nel 2019) con un utile netto balzato – secondo le prime indicazioni – oltre i 2 milioni di euro dal milione registrano nel corso 2019.

AUTOMAZIONE

La prossima assemblea dei soci, oltre all’approvazione del bilancio 2020, sarà chiamata a rinnovare il consiglio di amministrazione e a nominare il nuovo presidente al posto di Sergio Gelain. Il futuro, tuttavia, è delineato: quinta gru elettrica a portale e ulteriore spinta all’automazione del terminal. «Dopo l’installazione delle prime quattro gru a portale, la quinta è in fase avanzata di montaggio ed entro la prima metà di maggio entrerà in funzione» aggiunge Tosetto. «Parliamo di un investimento da 4,5 milioni di euro, ma non è il solo. Per la fine del 2022 contiamo di finalizzare il piano per la guida da remoto delle gru attraverso un secondo investimento da 2,5 milioni. È il primo progetto italiano in tal senso e uno dei primi in Europa per i terminal interportuali non marittimi» conclude Tosetto. Sullo sfondo la partita del progetto dell’Alta velocità ferroviaria da Vicenza a Padova che chiama in causa anche il futuro del traffico merci. Due le ipotesi sul tavolo e in attesa della definizione complessiva dell’intervento: un bypass ferroviario che porti i treni merci all’Interporto senza passare dalla stazione centrale o l’adeguamento (con raddoppio) della linea merci attuale stazione-Interporto.

LA SOCIETA'

Interporto Padova Spa è nata nel 1973 per iniziativa degli Enti pubblici locali padovani (Comune, Provincia e Camera di commercio) e Ferrovie dello Stato. È uno dei nove “interporti di primo livello” italiani, previsti dalla legge 4 agosto 1990 n. 240. Il capitale sociale è di 36 milioni di euro (Camera di commercio 33,3%, Comune 19%, Provincia 15,5%, Aps Holding 9,7%, Consorzio Zip in liquidazione 6,3%). La società ha in proprietà più di un milione di metri quadri fondiari di aree (superficie netta, escluse le strade e le opere di urbanizzazione). Negli ultimi 15 anni, Interporto ha investito circa 200 milioni di euro e oggi è proprietaria di 280.000 metri quadri coperti di magazzino (di cui 20.000 a temperatura controllata) oltre a uffici e una grande struttura intermodale di circa 240.000 metri quadrati. Anche il terminal di FS-Logistica Spa è dato in locazione a Interporto Padova che lo gestisce in un tutt’uno omogeneo con il proprio (70.000 metri quadrati). Al suo interno sono insediate circa 150 aziende impegnate nel mondo della logistica e dell’e-commerce che impiegano complessivamente 3.000 addetti.