Galleria di base del Brennero, si allungano ancora i tempi di realizzazione

Davide Ronggador

L’inaugurazione della maxi-opera si allontana a causa della mancata assegnazione dei lavori del lotto austriaco Pfons-Brennero. Il presidente Kompatscher conferma: «La messa in esercizio prevista dal precedente programma dei lavori è superata»

BRENNERO. Si allungano i tempi di realizzazione e di messa in esercizio della Galleria di base del Brennero, la galleria, che con i suoi 64 km totali diverrà il collegamento ferroviario sotterraneo più lungo al mondo. La mega opera doveva essere completata già nel lontano 2015, data poi spostata al 2019 e successivamente al 2031. Ora però le cose potrebbero cambiare ancora. E la causa è semplice, e va ricercata sul fronte austriaco del tunnel, lì dove va ancora effettuata la gara per l’assegnazione dei lavori del lotto Pfons-Brennero. Il tratto “incriminato” era rimasto senza costruttore dopo che BBT aveva disdetto il contratto da oltre un miliardo di euro con il consorzio edile Arge H51, precedente assegnatario.

Ciò porterà ad un allungamento dei tempi di realizzazione dell’opera (fino a cinque anni) e probabilmente dei costi. L’aggiudicazione della nuova gara non arriverà prima dell’autunno 2021, e al fronte si prefigge una battaglia legale tra BBT ed il consorzio, con quest’ultimo che ha sempre ritenuto illegittima la decisione di risoluzione contrattuale in quanto i requisiti tecnici – punto cruciale sulla quale si gioca il procedimento - erano espressi in maniera errata già nel documento di gara. Alla base del contenzioso legale ci sarebbe infatti un errore di natura tecnica legato alle caratteristiche dei rivestimenti della galleria del tratto che è stato velocemente rimbalzato fra ambe le parti: la Porr, il mega gruppo di costruzioni che ingloba la Arge H51, lo ha ricondotto a BBT, e ciò ha portato al blocco dell’avanzamento dei lavori e alla successiva risoluzione del rapporto.

Nuovo programma e nuovi costi

Per ora BBT SE non ha ancora reso pubblico quando la Galleria di Base del Brennero entrerà in funzione. Tuttavia, la messa in esercizio prevista dal precedente programma lavori, risalente al 2019, è superata. A confermarlo è stato il presidente della Provincia di Bolzano Arno Kompatscher in risposta ad una interrogazione parlamentare avanzata in Consiglio provinciale dal Gruppo Verde. Al momento è in atto una nuova analisi dei tempi di costruzione che comprende diversi parametri e fattori, come i rilevamenti geologici, la revisione del progetto, l’analisi delle produzioni di scavo, la progettazione dell’attrezzaggio tecnologico e, per forza di cose, anche le conseguenze della crisi sanitaria.

Il presidente della Provincia di Bolzano, Arno Kompatscher

«Per ridurre al minimo gli effetti di questi fattori sul programma dei lavori nell’ultimo anno e mezzo sono state attuate svariate misure quali il risanamento della voragine “Iris”, che ha comportato l’elaborazione di una nuova progettazione e lavorazioni aggiuntive non previste, e l’aggiornamento della progettazione per indire le nuove gare previste per il 2021 – spiega proprio BBT attraverso la Provincia - Inoltre, è in corso la revisione del progetto dell’attrezzaggio ferroviario per adeguarlo ai più recenti standard tecnici, in modo da garantire coerenza alle normative specifiche e gli accordi tra i due Paesi ai fini dell’avvio della fase commerciale del Tunnel. Tra i primi passi già compiuti per l’implementazione delle ottimizzazioni vanno annoverate le pubblicazioni dei bandi di gara dei Lotti “H41 Gola del Sill-Pfons” e “H52 Hochstegen”».

Per quanto riguarda i costi invece, BBT fa sapere al momento che verranno rispettati quelli iniziali: “Nel calcolo complessivo non confluiscono l’indicizzazione e l’adeguamento monetario nonché i costi conseguenti alla pandemia. Il costo a vita intera per la realizzazione dell’opera viene aggiornato periodicamente, per poter tener conto delle più recenti conoscenze acquisite e dei rischi verificatisi”.

Quale futuro per il tunnel?

È ovvio che adesso bisognerà trovare soluzioni alternative e rapide liberare l’asse del Brennero dal soffocante traffico pesante, andando così incontro a innumerevoli benefici per i cittadini. Dall’armonizzare i costi delle diverse trasversali alpine (per il Brennero alzando i pedaggi italiani e il costo del gasolio austriaco, entrambi i più bassi delle Alpi) per eliminare il “traffico deviato” (almeno un terzo del totale), all’obbligo per certi tipi di trasporto a viaggiare sui treni (la ferrovia attuale è ampiamente sottoutilizzata), oltre alla diminuzione della velocità e il divieto di transito notturno per i mezzi pesanti.

«Un progetto transfrontaliero così complesso non deve essere rallentato da appalti pubblici o difficoltà tecniche dovute agli interessi nazionali. Soprattutto per quanto riguarda l'interoperabilità del traffico ferroviario transfrontaliero, una visione di corridoio europeo è essenziale per poter spostare la massima quantità di merce possibile dalla strada alla rotaia», spiega il presidente Arno Kompatscher.