Confartigianato Veneto, il libro bianco della Pedemontana: ecco perché non è un’opera inutile

Nel raggio di 10 minuti dai caselli della superstrada vivono più di 330 mila persone, e le 35 mila imprese che vi hanno sede impiegano oltre 154 mila addetti, di cui 69 mila (il 44%) nel settore manifatturiero

TREVISO. Il punto non è essere centrali, ma essere collegati. Parte da questa considerazione il libro bianco sulla Pedemontana Veneta di Confartigianato Veneto per poi concludere come la nuova superstrada in grado di collegare Montecchio Maggiore a Spresiano - passando per il distretto industriale di Thiene-Schio, per Bassano del Grappa e a nord di Treviso, interconnettendosi a tre autostrade (A4, A31 e A27) - sia “un'occasione unica di ripensare il territorio e le sue condizioni di competitività.

L’asse trasportistico è un servizio per l’innovazione, per collegare persone, interessi, formazione e lavoro” ha sottolineato Roberto Boschetto, presidente di Confartigianato Veneto. Nel raggio di 10 minuti dai suoi caselli vivono più di 330 mila persone, e le 35 mila imprese che vi hanno sede impiegano oltre 154 mila addetti, di cui 69 mila (il 44%) nel settore manifatturiero.

Una popolazione residente che arriva a sfiorare il milione di abitanti (907 mila), un veneto su 5. "Interrogarsi su quali saranno gli effetti della Pedemontana significa ragionare in parallelo su più tematiche e su più livelli territoriali" è la riflessione "a livello locale si modificheranno le geografie dei mercati del lavoro e dei sistemi della formazione e dei saperi, così come le logiche che presiedono alle scelte del commercio e della residenzialità. Città medie e aree produttive che fino a oggi hanno operato in maniera indipendente si ritroveranno connesse in un sistema unico e policentrico, nel quale andranno ridisegnati i reciproci ruoli e le interrelazioni strategiche tra luoghi".

E se la Superstrada Pedemontana rappresenta una nuova dorsale importante della mobilità veneta, in un quadro regionale l’obiettivo della piena accessibilità del territorio richiede, è la sollecitazione della Confartigianato Veneto, "interventi ulteriori, nella direzione del completamento di una trama stradale veloce che ancora presenta dei buchi. Rimane infatti irrisolta la questione del completamento della trama con connessioni rapide nord-sud. Interventi di potenziamento della Sr308 - Statale del Santo e della SS47 - Valsugana consentirebbero di fluidificare la mobilità dal nodo di Padova verso Cittadella e Castelfranco rafforzando i collegamenti con la provincia di Trento (già impegnata nel completamento della Valsugana come arteria a scorrimento veloce).

Maset, Confartigianato: la Pedemontana veneta va completata con gli assi verticali

Un terzo asse verticale è rappresentato Sr348 Feltrina quale collegamento della Pedemontana con la Valbelluna e il Cadore anche attraverso il rafforzamento della direttrice A27 – Belluno - Feltre - Primolano con il conseguente miglioramento dello sbocco a Ovest verso la Valsugana e da qui a Nord verso il Brennero". Ma non solo.

Sono necessarie, secondo l'associazione di categoria: una pianificazione dei flussi, territoriale e urbanistica a livello regionale (guardando alle ripercussioni d’area vasta); una verifica degli interventi di potenziamento della viabilità complementare e di adduzione ai caselli, prevedendo forme di riduzione dei pedaggi dedicate all’utenza locale; preservare i caratteri di pregio da un punto di vista paesaggistico del territorio posto immediatamente a nord della Superstrada e garantire l’attrattività turistica dell’area; governare le aree gravitanti sui caselli, individuando quelli sui cui concentrare l’addensamento di funzioni commerciali, produttive, logistiche, insediative.