Infrastrutture strategiche, a Nordest sei su 13 sono in ritardo

Emerge dall’Osservatorio Territoriale Infrastrutture Nord (Oti Nord), giunto alla ventesima edizione: la burocrazia rallenta l’esecuzione e la manutenzione di opere centrali

VENEZIA. Su tredici infrastrutture strategiche per il Nordest, sei sono in ritardo tra stallo dei lavori o avanzamento inferiore alle attese. In particolare due in stallo (potenziamento dell'autostrada A22 tra Bolzano sud e l'interconnessione con l'autostrada A1 Verona Nord, ampliamento alla terza corsia dell’autostrada A13) mentre quattro denotano un avanzamento dei lavori inferiore alle attese: ampliamento autostrada A4 Quarto d'Altino - Villesse-Sistiana, Pedemontana Veneta, raccordo autostradale A22 Fontevivo–Nogarole Rocca; linea ferroviaria alta velocità - alta capacità Verona-Padova.

Sono alcune delle principali evidenze contenute nell’Osservatorio Territoriale Infrastrutture Nord (Oti Nord), giunto alla ventesima edizione. Quest’anno l’Osservatorio, grazie all’adesione - per la prima volta - di tutte le Confindustrie del Nord Italia, amplia il monitoraggio sullo stato di avanzamento dei progetti infrastrutturali strategici di questa parte del Paese. Ad Assolombarda, Confindustria Genova e Unione Industriale di Torino - promotori dell’analisi - si aggiungono Confindustria Emilia-Romagna, Confindustria Friuli Venezia Giulia, Confindustria Liguria, Confindustria Lombardia, Confindustria Piemonte, Confindustria Trento, Assoimprenditori Alto Adige e Confindustria Veneto, dando al progetto un respiro nazionale.

"Oti Nord è la naturale evoluzione del progetto Oti Nord Ovest – ha commentato Enrico Carraro, presidente degli industriali veneti - Confindustria Veneto, insieme alle altre Confindustrie regionali del Nordest, ha voluto esserci perché riteniamo che sia fondamentale, in una logica di sistema, considerare il Nord del Paese come area privilegiata di interconnessione con l'Europa per innescare processi virtuosi di mobilità sostenibile e di sviluppo della logistica. Attraverso le nostre regioni passano infatti diversi corridoi europei che garantiscono i collegamenti est-ovest e nord-sud, favorendo l'integrazione di relazioni e filiere produttive rilevanti per tutta Europa e garantendo gli indispensabili flussi di merci, materie prime, componentistica, necessarie a tutto il sistema paese e a tutta l'Unione Europea".

Il quadro complessivo che emerge non è molto differente rispetto a quello del Nordest. Nel 2020, infatti, su 68 progetti infrastrutturali monitorati in tutto il Nord Italia, 23 risultano completamente fermi (pari al 34%); 24 invece (35%) hanno avuto un avanzamento inferiore ai programmi e solamente 21 (31%) hanno soddisfatto le aspettative.

Da qui le priorità rivolte al Governo: completare i corridoi europei, agevolare la mobilità del trasporto merci, semplificare la burocrazia che rallenta l’esecuzione e la manutenzione di opere centrali.