Berton: «Bene la Pedemontana, ma non basta. Serve un nuovo piano infrastrutturale»

daniele macca

La presidente di Confindustria Belluno Dolomiti si appella alle istituzioni. «Dopo essersi occupati della direttrice est-ovest, ora bisogna concentrarsi sull’asse nord-sud»

BELLUNO. «L’inaugurazione della Pedemontana Veneta tra Bassano e Montebelluna è un’ottima notizia per tutte le imprese del Nordest, comprese quelle bellunesi, che però ora devono essere messe nelle condizioni di raggiungere la nuova infrastruttura con collegamenti efficienti. Dopo essersi occupati della direttrice est-ovest della nostra regione, serve concentrarsi sull’asse nord-sud. Questo è il momento giusto per programmare un nuovo piano infrastrutturale completo. Il rischio è che alcuni territori restino fuori. Per questo, mi appello alle Istituzioni e in particolare al presidente Zaia, che - sulla realizzazione della Pedemontana - ha dimostrato competenza e rara determinazione».

Inaugurazione di un tratto della Pedemontana Veneta con il presidente della Regione Luca Zaia

 A dirlo, dopo l'attesa apertura del nuovo tratto stradale tra Vicentino e Marca Trevigiana, è Lorraine Berton, presidente di Confindustria Belluno Dolomiti.

«Collegamenti viari moderni ed efficienti sono la base per far crescere un territorio, fare impresa e creare opportunità. L’inaugurazione del nuovo tratto di Pedemontana Veneta è la dimostrazione che – quando c’è la volontà politica – si può andare lontano. Parliamo di una grande opera tecnologicamente avanzata e sostenibile, di cui c’era assoluta necessità. Adesso però è arrivato il turno della montagna bellunese, dove si sta facendo ancora troppo poco e spesso a spizzichi e bocconi. Governo, Regione, enti locali prendano in mano seriamente la programmazione degli interventi sul territorio dell’Alto Veneto: la nuova stagione di finanziamenti che si è aperta in Europa non va sprecata».

Lorraine Berton, presidente di Confindustria Belluno Dolomiti

Berton ricorda, a tal fine, il documento programmatico del Tavolo delle Infrastrutture della Provincia di Belluno del luglio 2019, dove – tra le priorità – erano state individuate lo sbocco a nord e migliori collegamenti intervallivi.

«Per raggiungere la Pedemontana Veneta, per esempio, serve intervenire sulla strada Feltrina, che resta un punto nero della nostra viabilità, accelerare sul nuovo Ponte di Vidor, mettere in sicurezza i versanti sia in destra e sinistra Piave: nel Basso Feltrino ci sono ancora troppe criticità», rimarca Berton.

 «Bene, anzi benissimo, la Pedemontana, ma – oggi – c’è l’obbligo politico e morale di dare risposte ai territori più periferici. Imprese e cittadini non possono procedere a diverse velocità».

Da qui l’appello alle Istituzioni, nazionali e locali: «Serve un cambio di passo. Con la Pedemontana si è fatta una scelta politica precisa e la si è portata avanti con lodevole determinazione. Si faccia anche da noi: i decisori politici, di ogni ordine e grado, prendano in mano la situazione. Sono certa che lo stesso presidente del Veneto, Luca Zaia farà la giusta sintesi dando impulso a una nuova stagione di programmazione», la conclusione di Berton.