Aeroporto Catullo di Verona, via libera all’appalto da 68 milioni: sarà più grande e con nuove sale d’imbarco

Come sarà il Catullo di Verona con il "Progetto Romeo"

Il cda ha approvato l’aggiudicazione dei lavori al raggruppamento temporaneo di imprese costituito da Itinera Spa, Leonardo Spa e Euroimpianti

VERONA. L’annuncio da parte della Catullo Spa, relativo alla aggiudicazione dell’appalto che riguarda l’ampliamento del terminal passeggeri (Progetto Romeo) dell’aeroporto di Verona, porta con sé almeno quattro buone notizie per lo scalo, per Verona stessa e per tutto il territorio di riferimento. La prima è l’importante somma stanziata – l’importo complessivo dei lavori è infatti pari a 68 milioni di euro - ben superiore all’aumento di capitale da 35 milioni deliberato lo scorso 28 maggio. La seconda è che evidentemente il consiglio di amministrazione dell’aeroporto si sente già in tasca gli euro dell’aumento, visto che i lavori propedeutici alla realizzazione dell’opera partiranno già a luglio, pur avendo i soci della Catullo tempo fino al 31 luglio per eseguire quanto approvato. La terza è la determinazione ad andare avanti sul Piano di sviluppo immediatamente dopo un anno difficilissimo, con la pandemia da Covid-19 che ha fortemente condizionato il traffico dell’aeroporto di Verona, che ha chiuso il 2020 con una flessione del 71% rispetto al 2019. L’ultima è che un’opera così importante, secondo le previsioni, dovrebbe vedere la conclusione dei lavori entro il 2024, quindi in largo anticipo rispetto alle Olimpiadi Invernali del 2026, che porteranno la cerimonia conclusiva propria nella città scaligera.

Le imprese costruttrici

Ma vediamo nel dettaglio il progetto, che verrà realizzato dal raggruppamento temporaneo di imprese costituito da Itinera, Leonardo ed Euroimpianti e che costituisce il principale intervento sul terminal del Catullo, riguardante la riqualifica e l’ampliamento del terminal partenze, la cui superficie passerà dagli attuali 24.840 metri quadri a 36.370 metri quadri, a cui si aggiungerà la ristrutturazione di oltre 10.000 metri quadri di aree già esistenti. Tra i principali interventi sono previsti: la riqualificazione architettonica della hall check-in, dove i banchi accettazione passeranno dagli attuali 40 a 46 comprensivi di postazioni self check-in e self baggage drop; la realizzazione di nuove sale d'imbarco al primo piano con nuovi torrini di imbarco; i gate d’imbarco passeranno dagli attuali 13 a 19; la realizzazione di un nuovo sistema BHS (baggage handling system); la realizzazione di nuovi controlli di sicurezza al primo piano.

Un passaggio fondamentale

Il consiglio di amministrazione ha espresso grande soddisfazione per il passaggio fondamentale ai fini dello sviluppo dello scalo, con la nuova infrastruttura che sarà realizzata in un’ottica di sostenibilità ambientale, alta manutenibilità e risparmio energetico, e sarà contraddistinta da un'immagine complessivamente rinnovata del terminal sia per gli aspetti architettonici che per quelli relativi agli spazi commerciali, che amplieranno la loro offerta. Il consiglio ha inoltre espresso il proprio ringraziamento per il complesso lavoro svolto dal presidente Paolo Arena, dall’amministratore delegato Monica Scarpa, dal team di lavoro, dal socio industriale, oltre che da tutti i soci pubblici, che lavorando insieme hanno permesso di raggiungere questo importante risultato.

L’addio ad Aerogest

A proposito di soci pubblici, ieri si è anche chiusa la vicenda Aerogest (la società che li vedeva riuniti) con la liquidazione davanti al notaio. La ex Aerogest dopo tre esercizi in perdita è stata sciolta in base alla legge Madia. La società aveva il 47% del Catullo, quindi ora sull’aumento interverranno direttamente – pro quota di questa quasi metà del capitale - il Comune (9,98%), la Provincia di Verona (20,70%), la Provincia Autonoma di Trento (30,26%) e la Camera di Commercio di Verona (39,05%). Da ricordare infine che, con l’avvio della stagione estiva, lo scalo ha iniziato a registrare una graduale ripresa, collegata all’intensa campagna vaccinale e, in tempi più recenti, all’eliminazione dei cinque giorni di quarantena per i passeggeri in arrivo in Italia.