Il grande assalto agli aeroporti del Nordest, si moltiplicano passeggeri e destinazioni con Ryanair e Volotea

Pandemia ormai alle spalle: triplicate le presenze medie  rispetto ad aprile, picchi di riempimento dei voli fino al 95%. Bozzolo, Save: «A giugno oltre undicimila viaggiatori al giorno a Venezia, Treviso e Verona. Da luglio 200 città raggiunte»

VENEZIA. Aerei pieni all’ottanta per cento, con punte del 95%. «Più che leisure travel, è proprio depression travel, di chi non ne poteva più», sorride Marco Consalvo, amministratore delegato di Trieste Airport. «La gente ha voglia di viaggiare, non vede l’ora di farlo», gli fa eco Camillo Bozzolo, direttore commerciale e sviluppo aviation di Save, società che gestisce gli aeroporti di Venezia, Treviso e Verona. Ciò significa ripartenza vera per gli scali del Nordest: si moltiplicano passeggeri e destinazioni, arrivando a numeri vicini a quelli pre-pandemia.

La riapertura dell'aeroporto di Treviso il 1 giugno

I numeri

La progressione è geometrica: in due mesi si è rimesso in moto un sistema rimasto in stallo quasi totale per oltre un anno. «Ad aprile – spiega Bozzolo – Venezia ha registrato una media di 2.500 passeggeri al giorno, Verona mille, Treviso zero perché era chiuso. A maggio siamo raddoppiati sia su Venezia, con cinquemila passeggeri al giorno, sia su Verona, con duemila. A giugno ha riaperto Treviso, con una media finora di 1.536 passeggeri al giorno, mentre Venezia ha toccato quota 6.500 e Verona 3.100. E da luglio saranno disponibili i “Covid tested flights” anche per Stati Uniti e d Emirati».

Le destinazioni

Voglia di viaggiare, di estate, mare, sole, belle città. Le destinazioni già disponibili sono tante, e cresceranno di mese in mese. «A maggio da Venezia le destinazioni raggiungibili erano 29, sono passate a 53 da giugno – spiega ancora Bozzolo – Treviso ha riaperto con 47, Verona è passata dalle 16 di maggio a 52 di giugno». Luglio e agosto? «Si crescerà ancora, arrivando a oltre settanta per Venezia e Verona, 61 Treviso».

C’è l’imbarazzo della scelta: tra le destinazioni possibili da Venezia ci sono Barcellona, Londra, Palermo e Catania (Ryanair), Olbia, Mikonos, Santorini e Minorca (Volotea), oltre a Madrid, Lisbona, Parigi, Oslo, Casablanca e altre; da Treviso si può volare per esempio a Bari, Alghero, Dublino, Ibiza, Praga, Valencia (Ryanair), Olbia e Kiev (Wizz Air); da Verona a Mykonos, Pantelleria, Napoli, Atene (Volotea), Cagliari, Palermo, Bari, Brindisi (Ryanair), poi Roma, Amsterdam, Berlino, Francoforte; da Trieste infine tra le possibili destinazioni ci sono Malta, Londra, Roma, Cagliari, Palermo

I livelli pre-Covid

Tutto come prima? Non proprio. «C’è tantissima crescita ma non arriviamo ai livelli del 2019 – spiega Bozzolo – grandi fette del mondo non sono ancora accessibili, per esempio India, Cina e Brasile. Dobbiamo avere tutto il mondo riaperto, per rivedere i volumi pre-Covid». Ci si riuscirà già nel 2022? «Non credo, le previsioni fatte da Iata e Icao, che rappresentano le compagnie aeree e gli enti di sicurezza dell’aviazione civile, ipotizzano non prima del 2024». «Se la pandemia sarà davvero alle spalle, però, già da marzo 2022 potremmo essere su livelli molto vicini a quelli del 2019», ipotizza Consalvo.

Camillo Bozzolo, direttore commerciale e sviluppo aviation di Save

Più leisure, meno business

La tendenza di questa ripartenza, ovvero prendi un aereo e scappa, potrebbe consolidarsi. Nel senso: più viaggi di piacere, meno di lavoro. «Ci aspettiamo che il turismo business rimanga a lungo lontano dai livelli del 2019 – dice Consalvo – tra collegamenti virtuali e smart working, i viaggi d’affari saranno un’incognita». Su Trieste circa il 55% del traffico è domestico, il 45% estero: «Da giorni registriamo riempimenti molto buoni, anche dell’80% verso Cagliari per esempio, con punte del 95% sull’Alitalia per Roma, che ha due collegamenti al giorno: ci starebbe il terzo ma la compagnia ha dei problemi che conosciamo».

Le compagnie

Già, le compagnie: come escono da questo terremoto? E come si riflette ciò sugli scali? «I vettori hanno perso un venti/trenta per cento di capacità – spiega Bozzolo – con la crisi molte compagnie hanno anticipato l’uscita dalla flotta di aeromobili più vecchi: il mercato se ne renderà conto quando si riprenderà a volare veramente, trovare posto sarà più difficile. L’aspetto positivo è che le compagnie hanno anche approfittato per svecchiare le flotte, trovando sul mercato aerei nuovi a prezzi più bassi. Nuovi e più capienti, per esempio da modelli 717 ha 125 posti ai 319 da 140 o ai modelli 320 da 185 posti».

Marco Consalvo, amministratore delegato di Trieste Airport

Le società di gestione

E i conti delle società di gestione degli aeroporti? Il rosso è pesante. «Abbiamo chiuso il fatturato 2020 a sei milioni di euro contro i 15 milioni del 2019 – dice Consalvo sul fronte Trieste – riuscendo a mantenere un margine operativo positivo di 400 mila euro facendo leva sui costi, in primis con cassa integrazione per i lavoratori. Con ammortamenti e debiti finanziari, abbiamo chiuso in passivo per 1,4 milioni di euro». Il presidente di Save, Enrico Marchi, ha annunciato che i conti 2020 «sono andati male, molto male, e chiuderemo in perdita anche il 2021. Questo vorrà dire per gli azionisti che per i prossimi anni non ci saranno dividendi ma tutto sarà destinato a potenziare gli investimenti e garantire il ritorno prima possibile del traffico aereo». —