A4: tre miliardi per completare la Valdastico. Fugatti: via libera all’innesto su Rovereto

Il presidente della Provincia di Trento: «Abbiamo perso decenni per l’ambiguità del progetto sulla Valsugana a Caldonazzo»

VERONA. Sarà perché nel Recovery ci sono 25 miliardi per l’alta velocità dei treni e zero euro per le strade, ma in Veneto è scoppiata la febbre da autostrada: alla Lega l’asfalto piace più dei binari, tant’è che il metrò Sfmr è sparito dall’orbita di palazzo Balbi. Meno traffico c’è in coda meno smog finisce nell’aria, ha detto il capogruppo Giuseppe Pan in consiglio regionale. Sulle ali dell’inaugurazione della Pedemontana da Bassano a Montebelluna, la giunta Zaia ha rispolverato i project lasciati in eredità da Galan, finiti nel cassetto dopo lo scandalo Mose in attesa che diradasse il polverone giudiziario.

30 ANNI DI RITARDI

Stiamo parlando della Via del Mare da 200 milioni contesa tra il consorzio Sis e la cordata Adria e della Nogara-Mare sull’asse Verona-delta del Po. All’appello manca la Mestre-Chioggia-Ravenna-Orte ma il progetto più ambizioso riguarda il completamento della Valdastico fino a Rovereto. Se ne parla da 40 anni e l’ultimo colpo sull’acceleratore l’ha dato l’ex ministro Graziano Delrio in sinergia con Flavio Tosi sull’asse Grisignano-Badia Polesine. Resta da completare il collegamento con la A13 ma il Rodigino ha un asse diretto con Vicenza. Nessun passo in avanti invece in direzione Nord: la A31 finisce a Piovene Rocchette, poi inizia la coda d’auto in direzione Asiago e Folgaria-Lavarone.

IL DG BRUNO CHIARI

Bruno Chiari, direttore di A4 Padova-Brescia, è netto: «Noi siamo in attesa che la Provincia di Trento completi la Vas, la procedura ambientale strategica. Nel pieno rispetto del comitato paritetico formato da Regione Veneto, ministero Infrastrutture e Provincia di Trento abbiamo fornito 4 tracciati alternativi, tre di quali con l’innesto localizzato attorno a Trento e l’ultimo su Rovereto, come ha chiesto il presidente Fugatti. Tutti i dossier con i calcoli e le previsioni dei costi sono stati inviati alla Provincia autonoma e attendiamo che si concluda l’iter. Non ci nascondiamo che prima di aprire i cantieri ci vorranno altri 3-4 anni. Però la Valdastico continua a vivere e si tratta di un investimento di oltre 3 miliardi totalmente a carico di A4» conclude Chiari.

È un altro regalo, dopo i 70 milioni investiti sul nuovo casello e il tunnel della Tav a Montecchio? Un passo indietro al 2007. Quando fu rinnovata la concessione alla A4 Padova-Brescia, il governo Prodi II impose questo vincolo: completare la A31 Valdastico Nord con l’innesto a Trento entro il 2026.

E per tenere fede all’impegno Zaia, Delrio e Rossi firmarono l’accordo per l’uscita sulla Valsugana a Caldonazzo. Ugo Rossi ha perso le elezioni nel 2018 e Maurizio Fugatti ha scelto Rovereto: la “Pi.ru.bi” riparte quasi da zero.

IL VINCOLO 2026

La congiuria della statistica vuole che il 2026 sia anche la deadline del Pnrr, ma se la A4 Padova-Brescia non potrà almeno avviare i cantieri a Piovene Rocchette in direzione Pedemonte, difficilmente scatterà il rinnovo in house della concessione. Insomma, si rischia di buttare al vento 3 miliardi per completare l’asse Rovigo-Vicenza-Trento con l’innesto della Pedemontana a Breganze, vera alternativa alla Bolzano-Verona-Venezia.

SI RIPARTE DA ZERO

Non resta che sentire cosa ne pensa Maurizio Fugatti, che ha lasciato la poltrona di sottosegretario nel governo Conte 1 su proposta di Salvini per espugnare Trento al Patt e al Pd dopo 50 anni. «Confermo gli impegni: entro il 2021 concluderemo la Vas e poi verrà portata in consiglio provinciale la variante al piano urbanistico che accoglierà la proposta della Valdastico con uscita a Rovereto Sud. Queste due procedure sono strettamente collegate».

Insomma, tutto da rifare? «Non so che dire, siamo diventati vecchi con la proposta dello sbocco a Caldonazzo sostenuta anche dal Veneto. Sono passati 40 anni, persi in chiacchiere inutili. Questa giunta provinciale non ha mai avuto ambiguità sul completamento della Valdastico a differenza di chi mi ha preceduto. Però ci interessa realizzarla a Rovereto sud, le altre tre ipotesi non verranno prese in considerazione: il nostro obiettivo è riqualificare la città industriale di Rovereto per rilanciare la Vallagarina» spiega il presidente della Provincia trentina.

I progetti delle ferrovie

Ma i tre miliardi garantiti dalla A4 si possono investire entro il 2026 o no? «Io sono arrivato nel 2018 e sto rispettando i tempi». Maurizio Fugatti poi allarga l’analisi all’alta velocità, dove i progetti sono realtà.

«Il Pnrr ha previsto le risorse per interrare su Trento città i binari della linea Verona-Brennero e stiamo lavorando per una soluzione analoga anche su Rovereto. Due le opzioni: una galleria sotto la montagna che costa un miliardo mentre interrare le linee esistenti richiede 4-500 milioni. Su Trento si tratta di investire 950 milioni, già previsti dal Recovery. Ora apriremo il tavolo con Rfi per accelerare». Ultimo flash: le linee elettrificate in vista delle Olimpiadi. Sulla Padova-Bassano-Trento la littorina viaggia a diesel. Fino a Borgo Valsugana ci sono già le risorse stanziate, Fugatti ha chiesto altri 20 milioni per arrivare a Primolano. Poi ci penserà Zaia. E il treno delle Dolomiti per le Olimpiadi? «Noi e il Veneto siamo pronti, ma i soldi li dovrà trovare Rfi. Chiedete a loro». Fine dei sogni. Si accettano scommesse: entro il 2026 verrà completata prima la Valdastico Nord o il treno delle Dolomiti