Accordo con Alperia, l’energia di Ats è al cento per cento “verde”

L'impianto fotovoltaico a Riese

Oltre al fotovoltaico, ora la società di gestione della rete idrica trevigiana si rifornisce da fonti idroelettriche in Alto Adige

TREVISO. A partire da quest’anno, Alto Trevigiano Servizi acquista l’energia elettrica al 100% “green” che serve ad alimentare tutti gli impianti e le attività dell’azienda. È questo l’importante traguardo raggiunto nelle scorse settimane dalla società di Servizio Idrico Integrato che copre il territorio dei 52 comuni soci fra Treviso, Belluno e Vicenza. È stato, infatti, concluso un accordo con Alperia per il rifornimento di energia dalle centrali idroelettriche presenti in Alto Adige.

L’acquisto di energia da fonti rinnovabili sudtirolesi si aggiunge a quella che già veniva acquistata da Agsm, sempre di natura ecologica. L’acquisto di questa fonte di energia pulita, insieme a quella autoprodotta dagli impianti Ats, consentirà un risparmio di circa 10 mila tonnellate di Co2 l’anno.

«La decisione dell’azienda di puntare sull’ecosostenibilità, oltre a portare benefici ambientali, attira gli investitori istituzionali nazionali ed europei, garantisce più risorse e quindi una maggiore possibilità di fare investimenti infrastrutturali nel territorio per il miglioramento del servizio idrico integrato», spiega l’amministratore delegato di Ats, Pierpaolo Florian.

L’energia elettrica che verrà utilizzata dall’azienda per le sue attività sarà quindi tutta di impronta ecosostenibile. «Questa scelta conferma l’obiettivo dell’azienda, teso alle politiche di sostenibilità ambientale – spiega Florian – I consumi energetici di Ats comprendono sia l’energia elettrica, autoprodotta e acquistata, sia il combustibile. L’impegno dell’azienda è quello di aumentare l’energia che deriva da fonti rinnovabili».

La maggior parte dell’energia green autoprodotta proviene, invece, dagli impianti fotovoltaici installati presso le sedi di Riese Pio X e polo logistico di Montebelluna, dagli impianti di cogenerazione a turbine a biogas installati presso i depuratori di Treviso e Carbonera e dall’impianto idroelettrico presso il serbatoio di Cison Floriani.

L'impianto di depurazione a Carbonera

Fra energia acquistata di impronta “green” e quella autoprodotta Ats conta di risparmiare per il 2021 circa 10 mila tonnellate di Co2. Questo consentirà un indubbio vantaggio per tutto l’ambiente, in linea con gli obiettivi dell’Agenda Onu 2030 che mirano a risolvere, attraverso l’impegno collettivo, molte problematiche globali e a riportare la Terra in equilibrio.

Fotovoltaico

Ats è proprietaria di due impianti fotovoltaici nelle sedi di Riese Pio X e nel Polo logistico di Montebelluna. Sono state sfruttate queste sedi direzionali e operative che, aggiungendosi all’energia pulita prodotta presso gli impianti di depurazione, ha permesso l’adozione di logiche di mobilità elettrica da fonte “green”. Entro il 2021 si andrà ad installare un impianto fotovoltaico anche nelle pensiline della sede direzionale di Montebelluna.

Turbine

Nel depuratore di via Pavese è stato installato nel 2019 un sistema a tre microturbine per la combustione del biogas prodotto da codigestione anaerobica dei fanghi e della Forsu (Frazione Organica del Rifiuto Solido Urbano). La nuova tecnologia comprende il pre-trattamento del biogas, la produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile e il recupero dell’energia termica interamente utilizzata per il funzionamento del depuratore. Tecnologia simile è stata installata anche nel depuratore di Carbonera e avviata a febbraio 2021.

Impianti idroelettrici

Oltre all’impianto micro-idroelettrico esistente presso il serbatoio Floriani nel Comune di Cison di Valmarino per il recupero di energia residua dissipata, nei prossimi mesi verrà attivata anche un’altra micro-turbina idroelettrica nell’acquedotto di Paese che sfrutterà l’acqua che scorre dalla condotta di adduzione per ricavare ulteriore energia. Tali impianti di piccola taglia rappresentano un’importante fonte di energia “pulita”, disponibile e rinnovabile, che altrimenti andrebbe dispersa, e possono contribuire attivamente allo sviluppo sostenibile del territorio in cui sono inserite, con impatti ambientali minimi.

L’azienda

Alto Trevigiano Servizi, azienda del servizio idrico integrato che conta 52 comuni soci nelle province di Treviso, Belluno e Vicenza, per un totale di 215 mila utenze e più di 500 mila persone in un bacino territoriale di 1.376 Kmq, da anni sta perseguendo obiettivi di sostenibilità ambientale.

«Siamo consapevoli che un’azienda di servizio idrico integrato può fare molto per proteggere e tutelare il territorio – continua Florian – Dai piccoli, ma non per questo meno importanti, gesti quotidiani dei collaboratori dell’azienda alla realizzazione di infrastrutture ecosostenibili per arrivare all’educazione delle nuove generazioni. Ma non solo: l’attenzione alla gestione il più possibile green della società porta benefici anche di carattere economico e finanziario, ad esempio, per quel che riguarda l’emissione di titoli obbligazionari, come accaduto per l’operazione Hydrobond, conclusasi a novembre dello scorso anno grazie alla collaborazione di sei gestori appartenenti alla società Consortile Viveracqua. Questa operazione ha dimostrato concretamente come puntare sull’ecosostenibilità è sicuramente un elemento considerato positivamente dagli investitori istituzionali nazionali ed europei e ciò si traduce in maggiori risorse per gli interventi infrastrutturali nel territorio e quindi in un miglioramento di tutto il servizio idrico».

Pierpaolo Florian

Grazie, ad esempio, alla sostituzione dei vecchi bicchieri in plastica con nuovi bicchieri trasparenti biodegradabili e la collocazione di erogatori d’acqua in ogni sede di Ats ha portato al vantaggio ambientale pari a un risparmio di 22.500 bottiglie d’acqua da un litro. La flotta aziendale conta 135 mezzi, di cui l’86 per cento non inferiori a Euro 6 o elettrici. Inoltre, nelle varie sedi aziendali, sono state installate apposite colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici sia aziendali che dei dipendenti. L’ampliamento di nuove sedi, come quella del Polo logistico di Montebelluna, terrà conto delle soluzioni di mitigazione di impatto ambientale e, per la costruzione del nuovo Polo logistico a Farra di Soligo, si è scelto di sistemare e utilizzare un capannone dismesso anziché consumare ulteriore territorio.