Autobrennero, semestre in utile in attesa di sciogliere il nodo concessione. L’ipotesi Cav

Beneficio sui conti dalla ripresa del traffico, sia merci che leggero. Presidente e Ad fiduciosi «su nuove ipotesi potenzialmente risolutive». Il governatore del Veneto Zaia: «Da noi non Opa ostili»

TRENTO. I conti, i progetti e – ovviamente – la concessione. In scadenza il 31 luglio.

Impegnativo il Cda di Autobrennero che ha approvato il bilancio semestrale che chiude con 15,98 milioni di utile netto (con un incremento di 14,34 milioni rispetto al dato semestrale 2020) e un margine operativo lordo di 33,11 milioni.

Segnalato un aumento dei ricavi da pedaggio di 11,81 milioni rispetto allo scorso anno, nonostante il crollo del traffico dei primi mesi del 2021, mentre negli ultimi due weekend i volumi di traffico di hanno superato quelli del 2019, con il picco di +9,3% registrato domenica 25 luglio (il dato annuale al 30 giugno registrava un -30%).

«Se il traffico dei mezzi pesanti sembra tornato a livelli pre-Covid da almeno un mese, a sorprendere positivamente sono i dati del leggero, tornati positivi già nel weekend di metà luglio e divenuti nettamente positivi nello scorso weekend. Un dato particolarmente confortante se pensiamo che si tratta per lo più di traffico generato dal turismo, settore fondamentale per il sistema Italia e per i territori lambiti dalla A22», ha osservato l'amministratore delegato, Diego Cattoni.

Sempre in tema di conti, nel semestre la Spa ha stanziato 30,9 milioni di euro per manutenzioni, e ora ha dato il via libera al progetto esecutivo per il completamento della stazione autostradale di Bressanone Sud, investimento da 10,6 milioni di euro.

E quindi la questione concessione, la cui proroga scade il 31 luglio, con alcune opzioni ormai tramontate, una fra tutte la società in house (che è il percorso imboccato da Autovie Venete), e quella emergente del partenariato pubblico-privato, possibilità offerta dalla normativa europea, non altrettanto automaticamente da quella italiana.

«Sappiamo che il confronto tra gli interlocutori si è aperto a nuove ipotesi potenzialmente risolutive. Guardiamo con rinnovato ottimismo a questo confronto garantendo che la società ha lavorato e continua a lavorare al massimo delle sue possibilità per poter avviare in tempi rapidissimi una nuova stagione di investimenti non appena si saranno concretizzate le necessarie certezze sul fronte concessorio», hanno detto l'amministratore delegato di Autobrennero Cattoni e il presidente Harthmann Reichhalter

C’è anche il governatore del Veneto, Luca Zaia, che si esprime sulla vicenda. Non tanto sulla concessione in scadenza, quanto sulla possibilità che Cav, grazie ad un emendamento del leghista Stefani al decreto Semplificazioni, che di fatto consente alla società veneta di allargare il perimetro delle autostrade gestite da Regione Veneto ed Anas.

Un primo passo verso la holding autostradale del Nordest, di fatto.

Che potrebbe interessare da subito Autobrennero, ma in prospettiva anche la A4 gestita da Autovie Venete – e in predicato di passare alla newco Autostrade Alto Adriatico, la società in house della Regione Fvg.

Ma se holding sarà, non nascerà da manovre ostili.

Luca Zaia

«Ho sentito il presidente Kompatscher. Posso solo dire che sulla A22 noi non facciamo Opa ostili, tantomeno nei confronti dei vicini di casa», è la dichiarazione di Zaia.

«Abbiamo lottato per 5 anni per l'emendamento Cav - ha proseguito Zaia - e ora il Veneto è l'unica regione che può, tramite la sua società pubblica, partecipare a nuove concessioni autostradali per tratte che ricadono prevalentemente nel territorio veneto».

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