La rotta Mediterranea rilancia gli utili di Dfds grazie al porto di Trieste

La fine dell’effetto lockdown sui mercati mondiali raddoppia i profitti del colosso danese alleato di Samer nei traffici marittimi con la Turchia

TRIESTE. La fine dell’effetto lockdown sui traffici mondiali rilancia i conti del gruppo Dfds nel secondo trimestre, la compagnia danese con base a Copehaghen che gestisce il corridoio dei traffici marittimi da Trieste alla Turchia, in alleanza con la triestina Samer. E proprio il volume dei traffici fra la Turchia e il porto triestino sostengono lo sviluppo dei conti del gruppo danese: la business unit del Mediterraneo -sottolinea il report di Dfds- ha migliorato i propri profitti di 191 milioni di corone danesi (25 milioni di euro) rispetto al 2020 grazie a una ripresa dei traffici del 74%.

Un dato che riflette il confronto con il 2020 in cui ci fu una forte caduta dei traffici anche in conseguenza della chiusura delle fabbriche d’auto tedesche a causa della pandemia. Nel secondo trimestre del 2021 il fatturato è cresciuto a 4,2 miliardi di corone danesi (560 milioni di euro) rispetto ai 2,8 miliardi di corone (380 milioni di euro) dello stesso periodo 2020.

Dfds è il principale armatore al mondo nel settore traghetti, con un fatturato annuo globale di 2,3 miliardi, 8 mila dipendenti e uffici in 20 paesi.

L’interscambio elevato tra l’Unione Europea e la Turchia è un altro fattore che rafforza il network nel Mediterraneo: «A partire da fine 2020 i traffici sono aumentati grazie anche al sostegno derivante dal deprezzamento della lira turca. Prevediamo che l’economia turca continui il suo trend di crescita. Per il resto dell'anno, prevediamo che la crescita continuerà, mentre il traffico passeggeri aumenterà più lentamente del previsto». I danesi si aspettano una crescita dei ricavi del 20-25 per cento per l'intero anno, sottolinea il Ceo di Ddfs Torben Carlsen nella nota di analisi dei conti.

«Stiamo gestendo la più alta frequenza di trasporto merci di sempre, ora con 15 scali settimanali dalla Turchia all’Europa. Lavoriamo in stretta collaborazione con i nostri clienti e l’apertura della nostra nuova rotta merci tra Turchia e Spagna si è dimostrata una cooperazione di successo. Stiamo anche vedendo un buon slancio per i volumi dal settore automobilistico» ha chiarito sentito da Shipping Italy Lars Hoffmann, responsabile per la business Unit Mediterraneo. Dfds a Trieste opera nei terminal del Molo V e Riva Traiana. Carlsen di recente ha annunciato la volontà di acquisire altri spazi nello scalo triestino, strategia che si basa proprio sul buon andamento dei traffici. «Dal 2020 siamo passati da circa 30 treni settimanali da Trieste a 55-60 treni nel 2021 con un tasso di utilizzo medio molto alto», ha chiarito Hoffmann. Rafforzato anche il servizio ferroviario verso la Germania.

Il gruppo svedese è attento ai mutamenti della geopolitica e nelle sue previsioni valuta l’impatto della Brexit con l'introduzione di un nuovo accordo commerciale tra Ue e Regno Unito, il prezzo del petrolio e gli sviluppi della pandemia. Intanto il gruppo di shipping danese assieme ai conti ha presentato il primo bilancio di sostenibilità con l’obiettivo dell’addio al carbone con zero emissioni entro il 2025. Dfds e Volvo Trucks stanno unendo le forze per elettrificare le linee di logistica. I trasporti green sono una questione prioritaria per i grandi gruppi dello shipping europeo.

Come primo passo, Dfds utilizzerà un camion completamente elettrico per consegnare parti alla fabbrica di camion Volvo vicino a Goteborg, Svezia. Dfds inoltre, come si sottolinea nel report, sta lavorando per lanciare il traghetto merci a zero emissioni entro il 2025. L’impegno sulla sostenibiblità ambientale e sociale per Dfds dovrà caratterizzare anche l’attività a Trieste.