A22, l’ipotesi del partenariato in pole per sciogliere il nodo concessione

I governatori di Alto Adige e Trentino sono attesi a Roma per un incontro tecnico sull’emendamento che potrebbe sbloccare la situazione. L’obiettivo è quello di evitare la gara europea

TRENTO. Potrebbe sbloccarsi presto il complesso rebus riguardante la nuova concessione dell’A22, scaduta ormai il 31 luglio scorso e il cui dossier è depositato sul tavolo del Governo Draghi che sta cercando di trovare una soluzione alla quadra.

Le problematiche relative alla liquidazione dei soci privati e le ferree normative europee sulla tematica hanno messo in difficoltà Roma e gli attori locali protagonisti che non sono riusciti a dar vita ad una soluzione in-house, la preferita dal governatore altoatesino Arno Kompatscher, e sono stati costretti a virare sulla soluzione del Ppp, partenariato pubblico-privato.

La strada ora sembra essere tracciata per dare vita ad un progetto di finanza che permetterebbe al Trentino-Alto Adige di far mantenere il controllo sull’infrastruttura ad Autobrennero (di cui le due provincie sono azionari di maggioranza), dopo le infinite proroghe che si sono susseguite negli ultimi sette anni.

Il governatore altoatesino e il collega trentino Maurizio Fugatti voleranno presto a Roma per sbloccare la situazione e dare il via all’iter legislativo che la soluzione pubblico-privata richiede. I due governatori si confronteranno con Palazzo Chigi per sciogliere le riserve tecniche dell’affare e dare il via all’elaborazione dell’emendamento necessario.

Quest’ultimo dovrebbe venir discusso in aula agli inizi di settembre per poi subire tutti i passaggi parlamentari necessari.

Nelle idee dei due governatori la nuova gestione di Autobrennero si andrebbe ad inserire all’interno di un progetto più ampio di sviluppo dell’intero corridoio. Ad avvallare questa ipotesi c’è infatti il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) approvato dal Governo Draghi che indica il valico del Brennero come ‘green corridor’ da sfruttare e finanziare strategicamente.

Il Ppp per evitare la gara europea

Dopo l’impossibilità di riaffidare la concessione totale ad Autobrennero a causa del mancato accordo sulla liquidazione dei soci privati (che compongono il 14% del pacchetto), la soluzione del Ppp mette d’accordo tutti.

E il motivo è presto detto: grazie alla cooperazione con lo Stato si andrebbe a scartare la possibilità di passare attraverso la temutissima gara europea per il riaffido della concessione. La possibilità che cordate d’imprenditori o privati avanzino una proposta tramite bando EU per il controllo dell’asse ridurrebbero infatti di molto le possibilità di vincita per i territori locali.

Nell’accordo con Autobrennero comunque verranno inserite una serie di proposte di finanziamenti ed interventi strutturali di grande interesse comunale, e poco per un privato.

Occhi anche sulla Cispadana

A dare manforte sulla continuità di Autobrennero c’è anche l’Emilia-Romagna e il suo governatore Stefano Bonaccini. Proprio lui ha dato supporto qualche settimana fa a Kompatscher e Fugatti nei primi dialoghi con il Governo Draghi. Autobrennero è socia al 51% di ARC, Autostrada Regionale Cispadana, che presto potrebbe collegarsi con l’A22.

L’idea è quella di un nuovo collegamento tra l’asse del Brennero e la nuova Cispadana rendendo la prima non più una tratta isolata ma inserita in una vera e propria rete viaria. Anche questo rientrerebbe nel progetto di finanza pubblico-privato tra Stato e Autobrennero che darebbe alla luce un unico piano d’investimento sul corridoio del Brennero in cui verrebbe inserita anche la Cispadana e le nuove opere come la bretella Campogalliano-Sassuolo, la terza corsia Modena-Verona, e il collegamento Reggiolo-Ferrara