Green Ports, 30 milioni in arrivo al Porto di Trieste

I finanziamenti sono previsti dal bando del ministero per la Transizione ecologica. D’Agostino: «Abbiamo scelto di sostenere progetti condivisi con i privati»

TRIESTE. Un pacchetto da 30 milioni di euro al Porto di Trieste per la conversione green che andranno destinati a interventi di riduzione delle emissioni di anidride carbonica e degli altri inquinanti connessi alla combustione di fossili legati alle attività portuali e di approvvigionamento da fonti rinnovabili.

Il plafond complessivo del progetto “Green ports”, varato dal ministero della Transizione ecologica, è di ben 270 milioni, risorse che fanno parte del Pnrr (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza), che saranno ripartiti su buona parte dl sistema portuale del nord e centro Italia. L’avviso pubblico è stato pubblicato «e per quel che ci riguarda - spiega il presidente dell’Autorità portuale Alto Adriatico, Zeno D’Agostino - abbiamo già definito i progetti». Le risorse saranno ripartite sia sulla base del movimentazione di merci e di passeggeri riferita al 2019, cioè prima che la pandemia dispiegasse i suoi effetti anche sulle banchine italiane, che ovviamente sulla valutazione delle proposte. La stima è «di una trentina di milioni su Trieste - prosegue D’Agostino -, che fanno del nostro Porto una delle realtà che intercettano la quota maggiore dei fondi».

Fondi che raggiungono la ragguardevole cifra di circa 450 milioni sull’infrastruttura regionale, comprendendo le risorse (415 milioni) del Recovery fund.

Tornando al Green Ports «i nostri progetti - entra nel dettaglio D’Agostino - riguardano impianti e macchinari, non quindi le infrastrutture, e puntano a favorire l’operatività dei terminalisti, in ossequio alle indicazioni del bando che riserva i finanziamenti alla riconversione ecologica dei terminalisti».

Le risorse in arrivo a Trieste sono destinate ad imprimere una svolta significativa al porto regionale «grazie ad iniziative che si inseriscono in una progettualità strutturata che coinvolge tutti i settori. Ed è stata una scelta - chiarisce il presidente -: Genova, ad esempio, ha avanzato richiesta per un finanziamento consistente da destinare ad una sola opera, noi abbiamo preferito sostenere più progetti nei quali c’è una condivisione di finanziamenti con i privati, cogliendo l’occasione di attivare un effetto moltiplicatore , che è poi alla base del Recovery, con una vocazione ecologica che è presente anche in tutti i progetti infrastrutturali», una parte importante dei quali è rivolta alla componente ferroviaria finalizzata a rendere il traffico merci sempre più sostenibile.

Dei 270 milioni a disposizione, 225 saranno destinati ai progetti delle singole Adsp (Autorità di sistema portuale), la parte restante è invece dedicata ai concessionari. Gli interventi ammissibili sono stati suddivisi in sette categorie: produzione di energia da fonti rinnovabili (70 milioni di euro), efficienza energetica degli edifici portuali (39 milioni), efficienza energetica dei sistemi di illuminazione (30 milioni), mezzi di trasporto elettrici (62 milioni, divisi fra 17 per le Adsp e 45 per eventuali proposte di terminalisti e concessionari), interventi sulle infrastrutture energetiche portuali non efficienti (23 milioni), realizzazione di infrastrutture per l’uso dell’elettricità in porto (22 milioni), metodi di riduzione delle emissioni (24 milioni). —