Catullo, i soci non rinnovano il patto in scadenza: “Condividiamo i piani di sviluppo dell’aeroporto di Verona e Brescia”

A seguito dell’aumento di capitale sottoscritto da tutti i soci, sono stati avviati i lavori di ampliamento, che hanno una valenza strategica per lo sviluppo degli aeroporti e la loro funzione di riferimento per l’economia e l’occupazione dei territori serviti. In tutto si tratta di 78 milioni di euro di investimenti

VERONA. Camera di Commercio di Verona, la Provincia Autonoma di Trento, la Provincia di Verona, il Comune di Verona (i quattro soci ex Aerogest Srl, società attualmente in liquidazione) e SAVE S.p.A, “alla luce del positivo percorso intrapreso, non verranno più rinnovati i patti parasociali in scadenza” in Catullo, società concessionaria degli scali di Verona e Brescia Montichiari.

I Soci confermano la condivisione e la continuità di obiettivi e piani di sviluppo relativi agli aeroporti di Verona e Brescia, che hanno saputo esprimere grande capacità di resilienza nelle difficoltà determinate dalla pandemia.

A seguito dell’aumento di capitale sottoscritto da tutti i soci, sono stati avviati i lavori di ampliamento, che hanno una valenza strategica per lo sviluppo degli aeroporti e la loro funzione di riferimento per l’economia e l’occupazione dei territori serviti. In tutto si tratta di 78 milioni di euro di investimenti, di cui 68 milioni per il progetto Romeo per la nuova aerostazione e 10 milioni per la pista (questi 10 sono la parte finale di un intervento partito nel 2016 sulle infrastrutture di volo del valore complessivo di 26 milioni). Il Progetto Romeo, si ricorda, è stato reso possibile dall’aumento di capitale di 35 milioni di euro votato lo scorso maggio all’unanimità dai soci della Catullo.

A fronte di questi importanti risultati, la gestione procederà sulla base delle regole di governance contenute nello Statuto della Società che assicurano stabilità nel tempo. Con la differenza che sciogliendosi Aerogest i soci pubblici voteranno ognuno per il prorpio pro quota, si ricorda che Save tiene una quota di riferimento del 40 per cento.

Il traffico dell’aeroporto Catullo è in graduale recupero, nel periodo gennaio-ottobre dell’anno in corso i passeggeri sono stati 1.186.106, pari al 40% dello stesso periodo del 2019 e in crescita del 19,3% rispetto ai primi dieci mesi del 2020.

L’aeroporto di Brescia procede nello sviluppo delle sue potenzialità, che si stanno esprimendo con dati di traffico importanti: il 2020 si era chiuso con una crescita cargo del 27,8% sul 2019. Un andamento positivo che prosegue anche nell’anno in corso: il periodo gennaio – ottobre segna un incremento cargo del 37,3% rispetto allo stesso periodo del 2019 e del 5,2% sul 2020.

“In qualità di partner industriale di Catullo, siamo particolarmente soddisfatti per il percorso di sviluppo intrapreso dagli aeroporti di Verona e Brescia, anche se inevitabilmente rallentato dalla pandemia. Abbiamo molta strada da compiere, ma la rotta è tracciata e gli investimenti già realizzati e che stiamo realizzando porteranno gli scali a nuovi livelli di efficienza e a nuovi servizi. Nella rinnovata condivisione del percorso con tutti i Soci, lo Statuto consente di proseguire nella gestione efficace e condivisa in quanto riflette, nella sostanza, gli accordi compresi nei precedenti patti. Come Save, confermiamo pertanto ancora una volta l’impegno a proseguire – insieme agli altri Soci – il percorso di crescita di queste infrastrutture fondamentali per la mobilità e l’economia  dei territori serviti”, ha detto Enrico Marchi, presidente del Gruppo Save.