Alleanza fra i porti alto adriatici: «Ridurrà l’impatto ambientale»

Italia, Croazia e Slovenia firmano protocollo per la cooperazione transfrontaliera il ministro Giovannini: «Un accordo che sarà importante per il resto del mondo»

VENEZIA. Promuovere e rafforzare la cooperazione sul fronte dell’efficienza energetica tra i porti di Italia, Croazia e Slovenia. Ieri a Venezia gli scali dell’Alto Adriatico aderenti all’associazione NAPA-North Adriatic Ports Association (Venezia e Chioggia, Trieste e Monfalcone, Ravenna, Capodistria e Fiume) hanno sottoscritto un accordo alla presenza della commissaria europea ai Trasporti Adina Valean e all’omologo ministro italiano Enrico Giovannini.

In linea con gli obiettivi stabiliti dal Green Deal Europeo e dal pacchetto legislativo approvato dalla Commissione Europea “FIT for 55”, l’accordo stabilisce che i porti Napa si impegnino ad una cooperazione transfrontaliera permanente volta a minimizzare gli impatti ambientali delle operazioni portuali nell’area del Nord Adriatico.

«Il Napa è uno degli esempi migliori di cooperazione transfrontaliera in Europa - dichiara la commissaria europea -. La vostra dichiarazione ha gli stessi obiettivi dell’Unione europa e rafforzare il settore marittimo. Il Napa è fondamentale per i corridoi europei e offre la rotta più breve per tutta l’Europa». E annuncia lo stanziamento di 5 miliardi per rafforzare i collegamenti ferroviari italiani lungo la dorsale adriatica.

Il ministro delle Infrastrutture Giovannini sottolinea come l'accordo rafforzi «l'idea che Italia, Slovenia e Croazia credono nell'importanza di affrontare insieme le sfide dei tempi, in particolare quelle associate al cambiamento climatico. Ritengo molto importante che si collabori come un'unità, e sono convinto che questo sarà importante per tutto il resto del mondo».

Molte sono già le iniziative in corso, come ad esempio quelle co-finanziati dall’Unione Europea, quali i progetti Clean Berth e Susport (Interreg Italia-Slovenia e Italia-Croazia) il progetto Ealing (Connecting Europe Facility), e dalle azioni pilota comuni tra tutti i porti. Rientrano in quest’ultime l’implementazione di misure e interventi per l’efficientamento energetico delle operazioni portuali, l’installazione di impianti per l’utilizzo di fonti energetiche alternative e per il monitoraggio del livello di rumore, della qualità dell'aria e dell'acqua in ambito portuale, nonché studi di pre-investimento per l’elettrificazione delle banchine. «C’è un’unico ecosistema nell’Alto Adriatico per affrontare le sfide future e la sostenibilità del mare - dichiara il ministro delle Infrastrutture sloveno Jernej Vrtovec -. I nostri progetti congiunti hanno riflessi positivi nei nostri Paesi. Siamo più forti se stiamo insieme». Mentre il ministro per gli Affari marittimi della Croazia, Oleg Butkovic, ha commentato: «Nell’Alto Adriatico c’è un traffico intenso e un ecosistema delicato, serve un’azione comune sulla logistica e infrastrutture. Il futuro è la totale decarbonizzazione dei porti, ma serve collaborazione di tutti gli attori».

Ad aprire la conferenza il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro che ha sottolineato che «il Mare Adriatico deve continuare ad essere un unico Mare e che bisogna essere sempre più competitivi». Elisa De Berti, assessore veneto ai Trasporti, ha aggiunto: «È un onore ospitare l’evento, la pandemia ci costringe a chiudere i confini, noi li riapriamo».

Il presidente dell’Autorità portuale di Venezia Fulvio Lino Di Blasio ha infine sottolineato l’impegno nei test per le infrastrutture a Marghera e Fusina e a breve partiranno i lavori per garantire maggiore sicurezza nel 2022 per gli ormeggi della navi da crociera. Prosegue poi il dialogo con armatori, che vogliono tornare a Venezia, ma chiedono certezze sui costi e modalità operative.