Porto di Venezia più digitale investimenti per 1,78 miliardi

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L’Autorità punta a uno scalo di rango “Core”. Sarà green e connesso alle reti logistiche Di Blasio: incertezze su fanghi escavi e grandi navi

VENEZIA. L’Autorità portuale di Venezia sotto la presidenza Di Blasio ha presentato ieri un ambizioso Piano operativo triennale da 1,78 miliardi di euro. Il sistema portuale tra Venezia e Chioggia punta a diventare di rango “Core” con un porto regolato, innovativo, digitale, green, connesso alle reti energetiche, di trasporto e logistiche europee, attivo nei comparti merci e passeggeri, capace di produrre occupazione di qualità, con alta professionalità.

Progetto ambizioso che muove i suoi passi in una fase di incertezza su temi nodali: il protocollo fanghi, il piano morfologico, il tema degli escavi, le grandi navi, tutti sul tavolo Venezia con il governo. Lo spiega il presidente dell’Autorità portuale Fulvio Lino Di Blasio, assieme alla segretaria generale Antonella Scardino e al comitato portuale.

Il piano triennale nasce dalla concertazione (220 questionari ricevuti e 135 con proposte concrete, frutto di 14 incontri di consultazione con enti locali, università, Confindustria, parti sociali, categoria e comunità portuale ). Sul fronte delle risorse di investimento: 461 milioni di euro derivano dal Pnrr, dal decreto Venezia e dalla Finanziaria; 403 milioni sono risorse dell’Autorità portuale e 916 milioni arrivano da enti e privati.

«Come pianificare simili investimenti di fronte a tante incertezze? Ci sono partite che non ci impegnano da soli ma in sinergia con gli enti», precisa Di Blasio. «Il protocollo fanghi è sul tavolo Venezia e c’è dialogo con i ministeri. La Zls, se non sarà attivata, ma dubito, ci rende più lenti ma non ci blocca. Per intercettare le risorse pubbliche faremo una riorganizzazione interna, con una struttura flessibile per lavorare molto sulla programmazione. Queste le contromosse».

Scandino conferma che nella linea strategica vi è la spinta su logistica e hub intermodale. Porto Marghera gioca un ruolo decisivo «per riequilibrare il tema della debolezza dell’accessibilità nautica», dice la segretaria generale. Gli indicatori prevedono a fine 2024 tassi di crescita importanti nel Ro-ro, nelle rinfuse liquide e solide e nelle merci in colli.

Il settore passeggeri è invece «fortemente penalizzato dalla pandemia e dalle disposizioni normative». Il tema crociere e grandi navi, durante la presentazione del nuovo Piano, finisce nelle retrovie, vista la fase di incertezza generale.

Di Blasio, nella doppia veste di presidente e commissario, non nasconde che il 2022 sarà un anno di transizione. «Per i primi due ormeggi temporanei a Marghera ci sarà la consegna in questi giorni. Avremo piazzali e layout già definiti in fase di gare. Nel 2022 lo scenario è di utilizzare le banchine Vecon e Tiv nei fine settimana e Fusina in darsena sud nell’arco della settimana». Dal 2023 ci sarà anche la banchina sul canale Nord. Così come il progetto della nuova stazione marittima maturerà anche quello nel corso del 2022.