Il Veneto è laboratorio per il treno hyperloop da 1000 kilometri l’ora

Sperimentazione con ministero delle Infrastrutture e Cav sulla tratta Verona-Venezia. «Ora merci, poi le persone»

VENEZIA. Venezia-Roma in mezz’ora, poco più di un’ora per allungare fino a Reggio Calabria. Il futuro è a un passo e lo progetta Elon Musk, l’uomo più ricco del mondo.

Tornando con i piedi per terra, dal futuro ci separa uno studio di fattibilità. È quello che la Regione ha trasmesso a Cav, per sperimentare in Veneto l’hyper transfer: sistema di trasporto ultra veloce, a guida vincolata, in ambiente ad attrito limitato e resistenza aerodinamica controllata, completamente sostenibile e a basso consumo di energia. Un treno, l’hyperloop, capace di viaggiare a oltre 1.000 km/h, muovendosi all’interno di un doppio tubo sopraelevato.

«Il primo step consiste nell’approvazione del progetto di fattibilità. Iniziamo con le merci, ma contiamo di arrivare presto anche le persone» spiega l’assessora ai trasporti Elisa De Berti.

Ieri la Giunta ha firmato il protocollo d’intesa con il Ministero delle infrastrutture, la Regione e Cav, società partecipata al 50% proprio dalla Regione e al rimanente 50% da Anas. «In Europa, siamo i primi ad avviare una sperimentazione simile, capace di rivoluzionare la mobilità e le infrastrutture europee» dice il presidente Luca Zaia, che già la settimana scorsa aveva anticipato l’annuncio.

Parlare di tempi è prematuro, anche perché senza approvazione del progetto di fattibilità non si avanza. Ora Cav dovrà individuare l’operatore economico con i requisiti necessari a compiere le analisi e le relative fasi di studio, a valutare la fattibilità dell’intervento e a sviluppare i livelli progettuali e l’eventuale realizzazione di un prototipo per sperimentarlo sul campo.

Ma già c’è la direttrice lungo la quale dovrebbe correre il treno: Verona-Padova-Venezia. «Ragioniamo sul corridoio mediterraneo, dall’interporto di Verona a quello di Padova, fino al porto di Venezia. Sono i tre nodi fondamentali della regione per le merci e per la mobilità delle persone» spiega De Berti. Incassato il via libera di Cav, si potrà spostare ogni discorso su un piano più concreto. «Se lo studio di fattibilità darà esito positivo, si punterà alla realizzazione del progetto e il Ministero dovrà cercare di attingere ai fondi regionali ed europei».

Questo, per mettere in piedi un sistema che potrebbe rivoluzionare il mondo della mobilità. «Se il progetto andrà in porto, otterremo dei primati assoluti in termini di velocità e capacità, di riduzione al minimo dei tempi di percorrenza e dunque delle distanze. Riusciremmo ad alimentare in larga parte il sistema attraverso fonti alternative di energia, limitando l’impatto ambientale e la presenza di mezzi pesanti nelle autostrade, contribuendo a una maggiore sicurezza della rete di trasporto. Garantendo gli obiettivi di innovazione, maggior efficienza e utilità per la collettività, favorendo il collegamento tra i punti strategici regionali e nazionali». 
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