Il ponte sospeso sul Danubio, quasi due chilometri di strutture in acciaio made in Fincantieri

Il ponte, con una campata centrale di oltre un chilometro, è uno dei più grandi del mondo. Lo stanno costruendo WeBuild e Ihi. Le strutture sono invece realizzate dal gruppo guidato da Giuseppe Bono, che già era stato impegnato nella realizzazione del nuovo ponte Morandi

TRIESTE. Sono Made in Fincantieri le strutture in acciaio del ponte sospeso sul Danubio, uno dei più grandi al mondo, opera che WeBuild, il colosso delle infrastrutture complesse nato da Salini Impregilo, uno dei maggiori global player del settore, sta costruendo in Romania in joint venture con il colosso metalmeccanico giapponese Ihi.

Con una lunghezza complessiva di 1.975 metri e una campata centrale di 1.120 metri (la terza più grande d’Europa), il ponte di Braila rappresenta un’opera altamente strategica per il Paese, cofinanziata dall’Unione europea. Dal punto di vista logistico, la sua importanza è determinata dal fatto che la Romania è attraversata dal corridoio europeo numero 4 che connette i paesi dell'Europa occidentale e centrale fra cui Ungheria, Slovacchia, Austria, Repubblica Ceca, Germania con il sud, Bulgaria, Turchia e Grecia.

Fincantieri, subcontractor della joint venture, è impegnato sul campo con la sua società specializzata in progettazione, realizzazione e montaggio di strutture in acciaio (Fincantieri Infrastructure). Il gruppo di Bono, dopo l’impresa del ponte Morandi, continua ad affermare una sua precisa missione industriale nella realizzazione di ponti d’acciaio. Il valore del contratto per Fincantieri è pari a circa 70 milioni.

Webuild ha ormai completato il montaggio dei due cavi portanti del super-ponte, opera iconica che inizia così a prendere forma. L’avanzamento complessivo dei lavori arriva ormai al 59%. Oltre 150 tecnici e operai specializzati hanno contributo in 4 mesi di lavoro all'assemblaggio dei due cavi dalle dimensioni gigantesche, generati dall'intreccio di oltre 18.000 fili di acciaio (oltre 9.000 per singolo cavo), che nel complesso pesano 6.775 tonnellate e hanno una lunghezza cumulata di circa 38.000 chilometri (quasi quanto la circonferenza della Terra).

Un progetto che nella sua totalità vede ad oggi all'opera oltre 900 persone e una filiera di 100 fornitori diretti. Con questa nuova pietra milestone, arriva ad oltre il 59% l'avanzamento complessivo dei lavori. Il nuovo ponte collegherà le due sponde del Danubio nell'area di Galati-Braila, riducendo i tempi di attraversamento del fiume per circa 7.000 veicoli al giorno che oggi hanno come unica possibilità lo spostamento in traghetto.

Commissionato da Cnair per il Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture rumeno, il progetto è finanziato dal Programma operativo europeo per le grandi infrastrutture (Poim).

Il ponte sorgerà sul Danubio a soli 8 km di distanza dalla cittadina di Braila dove ha sede lo stabilimento di Vard, società del Gruppo Fincantieri: qui circa 300 persone stanno lavorando per la realizzazione e l’assemblaggio degli 86 blocchi di acciaio dell’impalcato, per un totale di 21mila tonnellate.

Le attività di progettazione costruttiva e ingegnerizzazione vengono realizzate presso lo stabilimento di Valeggio sul Mincio (Verona), ex sede Cordioli & C., acquisito da Fincantieri Infrastructure.