Energia verde, in Fvg i progetti A2A e Arvedi fanno i conti con le strette maglie Ue

In Italia sono in corsa 48 investimenti di centrali a gas per sostenere le fonti rinnovabili d'energia tra i quali rientrerebbero anche la centrale A2A di Monfalcone e il progetto di Arvedi a Trieste

TRIESTE. La sfida dell’energia verde passa per il Fvg. La Commissione europea ha presentato a Capodanno agli Stati membri l’atto delegato sulla tassonomia: dietro questa definizione c’è la classificazione di quelli che possono essere considerati investimenti green. Ora i governi nazionali hanno tempo fino al 12 gennaio per formulare le proprie valutazioni poi il testo finirà all’esame di Consiglio e Parlamento europeo.

La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha tracciato la linea al termine del vertice Ue di ottobre: «Il futuro sono le fonti rinnovabili ma avremo bisogno anche di fonti stabili, come il nucleare, e di transizione come il gas». Quindi non c’è ancora nulla di definito mentre la questione energetica, dietro la quale si cela l’opzione nucleare che da tempo divide l’Europa, è diventata di urgente attualità.

Gas e nucleare si possono classificare come energia verde? La Francia insiste per considerarlo green non solo come fonte di transizione ma per la composizione del mix energetico del futuro. La Germania, che ha avviato un piano di smantellamento delle proprie centrali, la pensa diversamente.

Intanto secondo una ricostruzione del Sole 24 Ore, che ha sentito economisti ed esperti del settore, gli investimenti italiani nelle centrali a metano per la transizione energetica potrebbero non rientrare nella "tassonomia" europea delle attività sostenibili. Si tratta di circa nuovi 20mila megawatt da costruire con un impegno di spesa attorno ai 10 miliardi di euro.

In Italia sono in corsa 48 investimenti di centrali a gas per sostenere le fonti rinnovabili d'energia tra i quali, secondo la mappa del Sole 24 Ore, rientrerebbero anche la centrale A2A di Monfalcone e il progetto di Arvedi a Trieste. La lombarda A2A con circa 2mila megawatt si impegna per abbandonare il carbone a Monfalcone (Gorizia) entro il 2025 con un progetto di riconversione che prevede un mix-idrogeno gas. Ma che lo scenario si sia complicato la dimostra il fatto che la gravissima crisi energetica causata dalla pandemia con il prezzo del gas alle stelle hanno imposto all’inizio di dicembre la riaccensione della centrale termoelettrica monfalconese.

A Trieste la decisione di affiancare l’idrogeno al gas arriva dopo la firma dell’Accordo di programma per la Ferriera di Servola, che ha dato il via allo smantellamento di altoforno e cokeria. La cornice è quella della decarbonizzazione del ciclo produttivo che la società siderurgica sta perseguendo fra Trieste e Cremona. Investimenti che migliorano la sostenibilità ambientale dei due siti industriali, secondo quanto stabilito – si sottolinea nel report di sostenibilità del gruppo Arvedi - proprio dalle linee guida dettate nella “tassonomia europea”.

p.fiumano@gnn.it