Tav Verona-Padova, i fondi per completare il collegamento arriveranno dal Pnrr

L’investimento per l’intera linea è stimato in 4,8 miliardi di euro e produrrà 4.000 posti di lavoro tra diretti e indiretti. A oggi sono 320 le imprese coinvolte 

VERONA. Tre milioni di passeggeri l’anno, tempi di percorrenza dimezzati e quasi 300 mila tonnellate di emissioni Co2 evitate nei 12 mesi. A prometterli è la nuova tratta dell’alta velocità tra Verona e Padova, 76,5 chilometri che ancora mancano per completare il collegamento ferroviario tra Milano e Venezia e che, grazie alle risorse del Pnrr, sono ormai a portata di mano.

I primi due lotti dell’opera, che richiederà un investimento complessivo stimato in 4,8 miliardi di euro, sono già ad uno stadio avanzato: il primo, lungo 44,2 chilometri, da Verona a Vicenza, è stato approvato in via definitiva nel 2018 con l’inizio dei lavori fissato al 6 agosto del 2020. Il secondo lungo 6,2 chilometri, all’interno del quale rientra l’attraversamento di Vicenza, prevede la consegna del progetto definitivo nei primi giorni di gennaio e l’inizio dei lavori entro l’estate del 2022.

Persone e merci, alta velocità e alta capacità, così il nuovo treno correrà nel cuore di una delle aree più industrializzate e vitali del Paese favorendo anche lo sviluppo del commercio. Una corsa che unirà l’Italia al resto dell’Europa saldando il corridoio Mediterraneo che l’Unione europea ha indicato come una delle opere prioritarie per il continente.

L’alta velocità e capacità tra Verona e Vicenza sarà finanziata come detto in gran parte con i fondi del PNRR, proprio perché considerata prioritaria per il Paese, capace di dare una spinta considerevole in tema di mobilità sostenibile impattando al contempo in modo significativo sul lavoro.
Dati alla mano, a oggi sono circa 320 le imprese fornitrici coinvolte nella realizzazione, mentre la forza lavoro impegnata, tra diretti e indotto, arriverà a regime a 4.000 persone. 

Significativo anche l’impatto ambientale dell’opera, che una volta inaugurata permetterà di ridurre di 298mila tonnellate le emissioni di Co2 nell’atmosfera, oltre a dimezzare i tempi di percorrenza sul tracciato complessivo.

«Quest’opera darà vita a un enorme cambiamento per questo territorio – spiega l’ingegnere Paolo Carmona, general manager del Consorzio Iricav Due – solo l’attraversamento di Vicenza contribuirà a modificare in modo sostenibile l’assetto cittadino, migliorando la connettività tra il Nord e il Sud dell’area urbana. Oltre a questo, l’intera linea viene costruita in affiancamento alla vecchia esistente, la cui funzionalità non viene interrotta a conferma della complessità tecnica dei lavori e dell’attenzione verso i bisogni del territorio».

Vicenza cambierà volto: oltre alla stazione cittadina e al passaggio della linea a due passi dall’agglomerato urbano, il progetto complessivo prevede anche l’istituzione di una linea lunga 12 chilometri servita da bus elettrici, che collegheranno gli estremi della città da Est a Ovest raggiungendo la stazione dell’alta velocità. Un approccio sostenibile ai trasporti del futuro, per ridurre in modo significativo inquinamento e traffico.

La linea, nella sua interezza, toccherà ben 22 comuni, quadruplicando in questo modo l’offerta del percorso esistente e aumentando la portata dello snodo intermodale di tutti i trasporti che interessano l’area del Nord Italia. 

maura.dellecase@gnn.it