La ripartenza dei voli: gli aeroporti veneti puntano sulla ripresa delle rotte oltreoceano

L’anno si è chiuso con 3,4 milioni di passeggeri in transito a Venezia (+23%). Treviso a quota 1,1 milioni (+164%) e 1,4 a Verona (+40%)

VENEZIA. L’arrivo di Omicron preoccupa ma non ferma la ripresa dei passeggeri negli scali del Nordest. Nei quattro aeroporti di Veneto e Friuli Venezia Giulia (Venezia, Treviso, Trieste e Verona) l’inizio del 2022 si apre con l’incognita della nuova variante del coronavirus, che rallenta la crescita iniziata a giugno scorso.

L’anno 2021 si è chiuso con 3.437.204 di passeggeri a Venezia (+23% rispetto al 2020; -70% rispetto al 2019), mentre a Treviso sono stati 1.221.946 (+164% rispetto al 2020; -62% rispetto al 2019), ma l’aeroporto Canova è stato chiuso ai voli commerciali da aprile 2020 a tutto maggio 2021.

A Verona i passeggeri transitati lo scorso anno sono stati 1.458.738 (+40% rispetto al 2020; -60% rispetto al 2019). Un po’ meglio è andato Ronchi dei Legionari, lo scalo triestino ha visto transitare 348.891 passeggeri (+67% sul 2020; -55% vs 2019). A Venezia il picco massimo della quota passeggeri del 55% è stato toccato a novembre, rispetto allo stesso mese del 2019. Trend positivo anche su Treviso (79%) e Verona (72%) per il mese di novembre rispetto a due anni prima.

«Questo trend a inizio anno non si è arresta, si è solo rallentato per via della variante Omicron – commenta Camillo Bozzolo, direttore commerciale e sviluppo aviation del Gruppo Save -. Continueremo a crescere durante il primo trimestre rispetto al 2021, un po’ sotto le aspettative, a seguito della variante». A partire da giugno 2021, quando si è riaperto il mercato grazie al green pass, è iniziata una crescita dei passeggeri. Nel secondo semestre dell’anno è stato realizzato l’80% del traffico annuale su Venezia, mentre normalmente la percentuale è del 50%. «Manterremo la base easyJet e Volotea, cui si aggiungeranno in estate quella di Ryanair e Wizzair - aggiunge Bozzolo -. Siamo fiduciosi nella ripresa di tutti i voli intercontinentali, le compagnie aeree puntano molto sulla stagione estiva da aprile, stanno avendo una forte richiesta per voli su Venezia.

«Sul fronte degli investimenti infrastrutturali sull’aeroporto di Venezia, sono tutti confermati, ma con uno slittamento dei tempi per la realizzazione».

Intanto il Trieste Airport deve fare i conti con un ridimensionamento dell’offerta, in particolare con l’estero. Fino a fine gennaio Ryanair ha cancellato i voli su Londra, Malta e Bruxelles. La ripresa a febbraio riguarderà solo il volo per Londra con due partenze settimanali, che diventeranno tre a marzo.

Sempre a marzo ritorneranno Malta e Bruxelles, con due decolli. Lufthansa, impegnata in una complessa vertenza con i piloti, da inizio febbraio passerà da otto a tre voli da Ronchi su Francoforte. Su Fiumicino, con Ita, viene ridotto da 14 a 12 voli settimanali. «L’andamento del traffico aereo è strettamente collegato con la pandemia - dichiara Antonio Marano, presidente di Trieste Airport –. Il nostro obiettivo centrato durante la pandemia è di aver mantenuto la continuità territoriale. Nell’arco dei prossimi sei mesi contiamo di attivare collegamenti con Linate, Vienna e Varsavia, un filone di sviluppo cui stiamo lavorando da tempo. L’altro tema sono le crociere, che in questo periodo stanno soffrendo, siamo in contatto con le compagnie per seguirne gli sviluppi. Riteniamo che l’aeroporto del futuro sarà sempre più una piattaforma intermodale, hub per la mobilità».

Tra i piccoli aeroporti italiani, lo scalo triestino è quello che soffre meno. «Durante l’estate 2021 è ripartito il traffico, arrivando a picchi dell’80% rispetto al 2019, poi novembre è sceso leggermente - spiega Marco Consalvo, amministratore delegato di Trieste Airport –. I collegamenti domestici sono rimasti tutti attivi. Attualmente è molto complicato fare programmazioni, se normalmente si facevano anno su anno, ora stiamo lavorando per l’estate. Ci auguriamo un miglioramento significativo per Pasqua, Omicron permettendo».

I lavori sull’aerostazione intanto continuano: da ottobre fino marzo ci saranno i lavori per l’ottimizzazione del piazzale di sosta degli aeromobili (10 milioni), lavori in due tranche che si concluderanno nel 2024. Poi ampliamento zona controlli area extra Schengen e riqualificazione ecologica con un grande impianto fotovoltaico (4 milioni) per autoprodurre il 40% del consumo.