Trieste Airport punta a un milione di passeggeri. Il presidente Marano: «Crociere un’opportunità, ma bisogna fare sistema»

Intervista a tutto campo ad Antonio Marano, presidente dello scalo Fvg che annuncia: «Stiamo lavorando su possibili collegamenti futuri con New York, Varsavia, Vienna, Parigi Amsterdam»

TRIESTE. «Nononstante la guerra in Ucraina le prospettive sono favorevoli. Il primo semestre si chiude con un calo dei passeggeri inferiore del 35% rispetto ai numeri pre-pandemia. Il secondo potrebbe riportarci ai livelli pre-crisi e puntiamo al traguardo del milione di passeggeri. Il patrimonio è solido con un Ebidta fra i migliori in assoluto. Oggi la sfida è quella della ripartenza»: il presidente Antonio Marano, che assieme all’ad Marco Consalvo guida il primo aeroporto privatizzato in Italia, getta lo sguardo su una nuova fase dello scalo: «Il peggio è passato. Abbiamo affrontato la fase critica post pandemia con una ristrutturazione aziendale che non ha gravato sulla forza lavoro (un centinaio di persone, ndr) dando attuazione al piano industriale e con una attenta gestione dei costi». La paralisi causata dai lockdown è stata pesante: «Negli ultimi due anni siamo stati il settore più colpito dalla pandemia con un calo verticale dei traffici intorno all’80%». Si è guadagnato tempo costruendo il polo intermodale e il rinnovo della pista: «Oggi abbiamo una infrastruttura efficiente e moderna».

Parte della vostra sfida si basa sui collegamenti garantiti da Ryanair, prima compagnia in Europa e in Italia per passeggeri trasportati. Cosa vi ha garantito durante la sua recente visita l’ad Eddie Wilson?

«La presenza di Ryanair, prima compagnia aerea in regione con i suoi 9 collegamenti, è fondamentale perchè grazie ai suoi algoritmi genera traffico. Rileviamo con piacere che il Trieste Airport avrà un based aircraft della compagnia iarlandese, ovvero un aereo fisso che farà base nello scalo regionale con quattro voli in arrivo e partenza al giorno, creando così i presupposti per una crescita dei traffici e l’apertura di nuove rotte».

Con quali prospettive?

«Significa che Ryanair rafforzerebbe l’apertura internazionale dello scalo in particolare verso Est (Slovenia e Croazia) e il vicino Nord (Austria, Germania del Sud)».

Wilson chiede l'abolizione della municipality tax, l'addizionale comunale. Che ne pensa?

«É una tassa imposta a livello nazionale e può incidere fino a due terzi del costo di un biglietto. É un problema che riguarda tutti gli aeroporti e non è specifico di Trieste. Bisogna trovare un punto di equilibrio».

Come si svilupperà la presenza di Ita Airways, l’ex Alitalia?

«La compagnia ha confermato tutte le destinazioni compreso il terzo volo per Roma a partire da maggio. Stiamo cercando di arrivare a una soluzione per il ritorno del volo su Linate che risponde alle esigenze degli spostamenti su Milano del mondo degli affari».

E per chi viaggia all’estero con voli intercontinentali?

«L’hub del Trieste Airport per chi viaggia con voli intercontinentali oggi è Fiumicino. Importante il collegmento con Francoforte dove Lufthansa ha creato il suo nuovo hub internazionale. Speriamo di ripristinare il collegamento con Monaco che è stato attivo per ben 24 anni. Stiamo dialogando con le compagnie aeree per sviluppare nuove destinzioni internazionali che sono state penalizzate dalla pandemia».

Antonio Marano, presidente di Trieste Airport

Puntate su nuove rotte? Quali?

«Stiamo lavorando su possibili collegamenti futuri con New York, Varsavia, Vienna, Parigi Amsterdam. Ma al momento sono solo ipotesi».

La logistica aeroportuale oggi è legata al business del turismo delle crociere. A Trieste e Monfalcone, a causa dello stop alle grandi navi nel terminal veneziano, si attende un vero e proprio boom delle crociere per un totale stimato di 424 mila passeggeri. Come si sta preparando il Trieste Airport?

«Vogliamo sfruttare una grande opportunità perchè nel post-pandemia è tornata la voglia di viaggiare. I sistemi informatici e doganali del Trieste Airport già dialogano con quelli delle compagnie crocieristiche. Il check-in dei viaggiatori in arrivo e che devono essere imbarcati sulle navi già avviene nel nostro aeroporto che dispone di tutte le infrastrutture necessarie: parcheggi, terminal ferroviario e ristorazione. Tuttavia la destinazione delle navi alla fine la decide l’armatore. E non tutte le compagnie di navigazione utilizzano voli charter. I flussi che lei ha ricordato non sono il risultato di una pianificazione commerciale integrata anche perchè penso che il 2022 sarà un anno di transizione per la crocieristica».

E quindi come intendete pianificare il rapporto con il mondo delle crociere?

«Per ottenere questo risultato è necessario avviare una programmazione con le compagnie. Si possono creare nuove rotte rispetto alle quali possiamo garantire un adeguato tasso di riempimento proprio grazie all’offerta delle crociere. Regione, Trieste Airport e Trieste Terminal Passeggeri stanno già lavorando per essere pronti l’anno prossimo risolvendo anche le questioni infrastrutturali esistenti a Monfalcone dove stiamo dialogando con la sindaca Cisint».

Come pensate di sfruttare l’intermodalità?

«La mobilità intelligente e i sistemi di trasporti integrato sono le leve per migliorare la competitività del Trieste Airport che dispone di tutte queste risorse: dalla ferrovia ai bus low cost ai grandi parcheggi. Non a caso una grande compagnia come Msc, che possiede la più grande flotta portacontainer al mondo, ha individuato proprio nell’intermodalità uno degli asset dell’offerta assieme a Lufthansa per il controllo di Ita Airways. Siamo aperti al dialogo con tutti».

p.fiumano@gnn.it